Verifica la compatibilità del tuo TV con la nuova tecnologia DVB-T2

Sono stati rilasciati due canali di test per capire se fra un anno e mezzo potremo ancora vedere i canali tv con il nostro televisore oppure no. Ecco come fare il test, quali sono i modelli coinvolti, quando cambierà il segnale televisivo e come ottenere il bonus TV, l’incentivo statale per cambiare apparecchio.

A partire da settembre 2021 si passerà a un nuovo standard televisivo, il DVB T2 e non tutti i televisori presenti sul mercato sono in grado di supportarlo. Tuttavia da oggi è possibile capire se la propria tv supporta il nuovo standard o se fra un anno e mezzo non saremo in grado di vedere più i canali tv. Esiste infatti un test molto semplice da fare e che consiste nel sintonizzarsi sul canale 200 (canale di test Mediaset) o sul 100 (canale di test Rai): se si visualizza una schermata statica con la scritta “Test HEVC Main10”, si può stare tranquilli: il proprio televisore riceverà il nuovo segnale tv anche dopo che il passaggio alla nuova tecnologia sarà ultimato (nel 2022).

E se si vede lo schermo nero?

Se invece andando sui canali 200 e 100 non si visualizza niente (uno schermo nero) allora il televisore in questione potrebbe non essere abilitato al nuovo standard. Ma potrebbe anche essere un problema di sintonizzazione. Infatti, prima di fiondarsi a comprare un nuovo apparecchio è bene fare alcune prove: la prima è quella di risintonizzare tutti i canali e poi provare ad andare di nuovo sul canale 200 o sul 100. Se compare la scritta “Test HEVC Main10” il televisore è abilitato. Se invece i canali 200 e 100 sono occupati da un’altra emittente, vale la pena provare a spostare questa emittente su un numero diverso (attraverso le il settaggio dei canali del proprio televisore) e rifare la prova. Se proprio lo schermo rimane nero allora occorre  rassegnarsi al fatto che, a partire 2021 per continuare a vedere i normali canali in chiaro della televisione, si dovrà per forza acquistare un decoder esterno o si dovrà cambiare tv.

I modelli di televisori interessati

I modelli di Tv acquistati dopo il 1° gennaio 2017 devono essere per legge in grado di ricevere il DVB-T2 e di decodificare il formato video HEVC. Quelli venduti fra il 2013 e il 2017 potrebbero essere già in grado di ricevere il DVB-T2 ma ben pochi, al massimo dal 2016 in avanti, supportano il formato HEVC.

Le Tv che avranno bisogno di essere integrate con un decoder, al momento sono di quattro tipi.

  • Tv antecedenti al 2010. Ricevono il segnale attraverso il digitale terrestre, ma già da ora potrebbero non mostrare i canali in alta definizione perché sprovvisti del supporto al codec MPEG4.
  • Tv del periodo 2010-2014. Ricevono in digitale terrestre, inclusi i pochi canali in alta definizione codificati in MPEG4.
  • Tv del periodo 2014-2015. Supportano lo standard DVB-T2, ma non quello più recente codec H265/HEVC.
  • Tv del periodo 2015-2016. Supportano lo standard DVB-T2 e il più recente codec H265/HEVC.

Intanto, questo slittamento del passaggio, deciso dal MISE, concederà al mercato (e ai consumatori) altri mesi per “smaltire” il più possibile i televisori non abilitati alla ricezione del nuovo digitale terrestre.

Riorganizzazione mux Mediaset 10 Gennaio: spostamento canali Sky DTT

Comincia il lungo percorso che tra due anni porterà alla completa riorganizzazione del digitale terrestre verso lo standard DVB-T2. I primi ad essere interessati da qualche modifica sono gli abitanti di Sassari ed Oristano che per seguire accordi presi dall’Italia con gli stati confinanti devono necessariamente spengere le frequenze sul digitale terrestre 50 e 52 entro pochi giorni trasferendo i contenuti presenti su quei due multiplex temporaneamente su altri spazi.

A livello nazionale intanto, con l’occasione è stata modificata la presenza di alcuni canali che fanno parte del’offerta digitale terrestre di Sky. In particolare i canali Sky Atlantic, National Geographic e FOX sono passati dal Mediaset 5 al Mediaset 1 mentre Sky Sport Serie A SD, Premium Action e i canali di servizio Sky Sport 484 e 485 compiono il percorso inverso. Ovviamente nulla cambia in termini di posizione LCN dei canali ne di qualità di trasmissione degli stessi.

Come sempre in questi casi suggeriamo a TUTTA ITALIA la risintonizzazione automatica/completa delle frequenze del proprio tv/decoder in modo da poter essere sicuri di “agganciare” in maniera corretta i parametri tecnici di tutti i canali interessati al cambiamento.

Il prossimo step di questo processo avverrà tra lunedì 13 e martedì 14 Gennaio quando saranno inseriti nel mux 1 Rai (LCN 100) e nel mux Mediaset 4 (LCN 200) due canali uguali “720p HEVC Main 10″. Questa operazione è molto importante,  perché seppur il cartello sarà ancora trasmesso con l’attuale sistema di trasmissione, permetterà già di verificare fin da subito la compatibilità del proprio televisiore o decoder agli standard futuri di ricezione del DTT.

 

L’elenco completo delle modifiche effettuate il 10/01/2020:

  • Mux Mediaset1:
    Cambio frequenza per i canali Premium Action LCN 459, Sky Sport Serie A LCN 483, Sky Sport LCN 484 e Sky Sport LCN 485. I canali sono passati dal Mux Mediaset1 al Mux Mediaset5. Sui 4 canali che risultano ora senza numerazione LCN è presente un cartello in modalità fantasma che invita a risintonizzare.
    Aggiunti i canali Sky Atlantic LCN 456, FOX LCN 457 e National Geographic LCN 458.
  • Mux Mediaset5:
    Cambio frequenza per i canali Sky Atlantic LCN 456, FOX LCN 457 e National Geographic LCN 458. I canali sono passati dal Mux Mediaset5 al Mux Mediaset1. Sui 3 canali che risultano ora senza numerazione LCN è presente un cartello in modalità fantasma che invita a risintonizzare.
    Aggiunti i canali Premium Action LCN 459, Sky Sport Serie A LCN 483, Sky Sport LCN 484 e Sky Sport LCN 485.

La nuova composizione delle frequenze DTT – Mediaset 1 e 5 aggiornata al 10 Gennaio 2020

MUX MEDIASET 1

  • Premium Crime
  • Premium Stories
  • Premium Emotion
  • Sky Atlantic
  • FOX
  • National Geographic
  • Sky Sport 24 HD
  • Sky Sport Serie A HD

MUX MEDIASET 5

  • Premium Action
  • Sky Uno
  • Sky Sport Uno HD
  • Sky Sport 24
  • Sky Sport Uno
  • Sky Sport
  • Sky Sport Serie A
  • Sky Sport
  • Sky Sport
  • Cartello informativo

Fonte Digital-News.it 

Nuovi canali in 4K a Gennaio su tivùsat

 

MUSEUM, il primo canale 4K interamente dedicato alle arti visive, offre una programmazione dedicata all’Arte classica, moderna, contemporanea ma anche alla Street-Art, Fumetti, Arte digitale, Fotografia, Installazioni Video.

MyZen TV è un canale in 4K ricco di intrattenimento Zen, spunti di meditazione, esercizi di fitness, yoga ed approfondimenti ispirazionali e pratici per vivere al meglio la propria vita.

Non si vedono più Alice, Marcopolo TV, Case Design Stili e Pop Economy, nuove frequenze?

Cambio frequenze per le 4 reti non generaliste ma pure abbastanza seguite, tempi non pervenuti

Perché non si vedono più i canali Alice, Marcopolo TV, Case Design Stili e Pop Economy sul digitale terrestre? Da ieri 7 gennaio, le emittenti settoriali non trasmettono più i loro programmi e il segnale che le riguarda restituisce schermo nero. Si tratta di reti certamente di nicchia che seguono in particolar modo gli amanti della cucina e del benessere fisico, dei viaggi, del design e non solo ma non pochi fedelissimi e appassionati, proprio nelle ultime ore, sono rimassi a secco di contenuti a loro più che graditi.

Va detto immediatamente che chiunque proverà a risintonizzare il suo televisore nella speranza di ritrovare i canali Alice, Marcopolo TV e tutti gli altri menzionati in questo articolo non ricaverà proprio nulla. Le emittenti in questione non hanno cambiato frequenza, almeno per il momento, e sono semplicemente inattive con la concreta interruzione di tutte le trasmissioni. Pure lo streaming web delle reti non funziona.

Visitando il canale social Facebook di Marcopolo TV ma anche quello degli altri canali del gruppo Almamedia, i telespettatori ritroveranno un annuncio specifico delle ultime ore. Questo riporta le scuse per il disagio apportato dall’interruzione delle trasmissioni. Viene poi chiarito che l’intento è quello di ritornare on air nel minor tempo possibile, anche se non quantificato né in ore, né in giorni, ma neppure in nessun altro range temporale che ci fornisca un’idea di ritorno alla normalità.

Sempre nella nota ufficiale presente pure sul canale social di Marcopolo TV viene specificato che è in atto un cambio di frequenza per tutti i canali: le modifiche riguarderanno dunque anche Alice, Case Design Stili e Pop Economy. La motivazione è puramente tecnica: si rende necessario l’adeguamento a nuovi parametri di distribuzione. Una volta tornate online tutte le emittenti, appare evidente come sarà necessario in quel caso effettuare una risintonizzazione delle reti con il digitale terrestre ma non è ancora questo il momento.

Bonus tv, passaggio del segnale al Dvb-T2: da oggi via agli incentivi per l’acquisto di nuovi televisori e decoder. I requisiti per richiederli

A partire dal prossimo anno e fino al 2022 è previsto il passaggio dal digitale terrestre attualmente in uso (Dvb-T1) al nuovo standard. Come ottenere lo sconto: è disponibile per le famiglie con una fascia Isee non superiore ai 20mila euro

Da oggi parte il nuovo bonus Tv: uno scontro praticato dal venditore sul prezzo del prodotto acquistato che è disponibile per le famiglie con una fascia Isee non superiore ai 20mila euro. Gli incentivi serviranno all’acquisto di nuovi televisori o decoder che consentano la ricezione del segnale Dvb-T2. A partire dal prossimo anno e fino al 2022 è infatti previsto il passaggio dal digitale terrestre attualmente in uso (Dvb-T1) al nuovo standard. I consumatori quindi avranno due anni di tempo per adeguarsi.

Per questo motivo, già il governo Gentiloni aveva previsto incentivi da 151 milioni di euro. Un mese fa è stato pubblicato il decreto interministeriale di Mise e Mef che definisce i criteri per l’elargizione del bonus, entrato in vigore oggi, cioè dopo 30 giorni. A beneficiare dello sconto è per il momento solo chi appartiene alle fasce Isee I e II. Sul sito del ministero dello Sviluppo  economico è presente un fac-simile della domanda: il bonus avrà un valore fino a 50 euro e sarà disponibile fino al 31 dicembre 2022 o all’esaurimento delle risorse stanziate. La fase transitoria, quindi lo swtich-off dal Dvb-T1 al Dvb-T2, durerà infatti due anni: fino a luglio 2022. La transizione sarà simile a quella già vissuta pochi anni fa, con il passaggio dall’analogico al digitale conclusosi nel 2012.

Dal primo gennaio 2017 i commercianti hanno avuto l’obbligo di vendere solo televisori già compatibili con la nuova ricezione del segnale, mentre i produttori si sono dovuti adeguare da luglio 2016. Del passaggio al nuovo segnale digitale si parla infatti già da tempo. L’aggiornamento nasce dalla necessità di liberare alcune frequenze mobili della banda 700 (compresa tra i 694 e i 790 MHz) per il servizio di telefonia mobile 5G: lo standard che permetterà, secondo le aspettative dell’Unione europea, di connettersi senza fili per ricevere dati alla velocità di 10 gigabit al secondo, circa 100 volte di più della connessione 4G. Sono le frequenze vendute a 6,5 miliardi di euro all’asta dell’ottobre 2018, a cui hanno partecipato tutti i principali protagonisti delle telecomunicazioni in Italia: Wind 3VodafoneTelecom ItaliaFastweb e Iliad.

Addio al digitale terrestre: le novità per tutti i televisori

Dal 2021 cambierà di nuovo il metodo di ricezione dei canali, e da dicembre si potrà richiedere il bonus per acquistare una tv nuova

Niente più digitale terrestre dal 2021: cosa cambia per i televisori

A partire da settembre 2021 verranno introdotti dei cambiamenti che riguarderanno il segnale del digitale terrestre, e per questo il ministero dello Sviluppo economico ha comunicato che già da questo mese si potrà richiedere un bonus per comprare un nuovo televisore di ultima generazione. Questo perché milioni di italiani hanno una tv che non sarà più compatibile con i nuovi standard introdotti.

Cosa cambia?

In pratica, quello che cambierà è l’attuale sistema di trasmissione: dal sistema DVB-T1 si passerà a uno di generazione successiva e che garantirà una qualità migliore, il DVB-T2. Il problema è che questo sistema potrebbe essere non compatibile con le tv che hanno più di due anni, e molte persone saranno costrette a cambiare televisore.

Perché questo cambiamento?

Ormai si parla già da diversi anni di questo passaggio di tecnologia, e precisamente da quando si cominciò a parlare della rete 5G, rete mobile di ultima generazione che andrà a sostituire l’attuale 4G. Il problema è che in Italia le reti 5G andranno a occupare le frequenze utilizzate per la trasmissione del segnale del digitale terrestre DVB-T1. Per permette quindi questo sviluppo, sarà necessario spostare i segnali televisivi su altre frequenze, e utilizzare il sistema di trasmissione DVB-T2.

Quando?

Questo passaggio avverrà con tempi diversi a seconda delle aree geografiche, a seconda che si tratti di segnale televisivo nazionale o locale, ma anche della emittenti televisive, che potrebbero decidere di cambiare il segnale nel primo o nell’ultimo giorno disponibile avvisando in anticipo i clienti. Le tempistiche, comunque, rientrano tra il primo settembre 2021 e il 30 giugno 2022. In questo periodo, poi, le emittenti televisive dovranno anche abbandonare lo standard video MPEG-2 in favore dello standard MPEG-4In Friuli si stima che l’operazione avverrà tra il primo settembre e il 31 dicembre 2021.

 

MEDIASET: IL 20 GENNAIO AL VIA IL NUOVO CANALE CINE34

Il nuovo canale dedicato al cinema italiano di Mediaset sarà in onda sul 34 al posto di Mediaset Extra

Inaugurerà le trasmissioni il 20 gennaio 2020 Cine34, il nuovo canale di Mediaset.

Si tratta di un canale dedicato al cinema italiano che proporrà i grandi cult del cinema di genere e pellicole inedite. Il palinsesto, in prime time e seconda serata, segue il criterio della serialità dei generi per giorno della settimana.

Mediaset: il 20 gennaio al via il nuovo canale Cine34

Al lunedì avremo i ‘maestri del cinema’, al martedì le commedie sexy, al mercoledì i polizieschi, al giovedì pellicole comiche, al venerdì i thriller all’italiana, al sabato i western e alla domenica i cult.

Cine34, che debutterà proprio in occasione del centenario della nascita di Federico Fellini, andrà in onda sul canale 34  al posto di Mediaset Extra, che traslocherà al 55.

Il nuovo canale è già inserito nell’offerta commerciale messa a punto da Publitalia per il primo trimestre 2020

Hotbird, una nuova era per i satelliti con i prossimi motori elettrici

Eutelsat ha commissionato ad Airbus Defence and Space due nuovi satelliti con motori elettrici di posizionamento per sostituire i tre satelliti attualmente operativi su Hotbird, la sua principale posizione orbitale a 13 ° Est. Con circa 1.000 canali televisivi, di cui oltre 340 in HD, trasmessi in oltre 135 milioni di abitazioni, Hotbird è la posizione ammiraglia di Eutelsat: solo in Italia ha un’audience stimata in circa 10 milioni di case. La «svolta elettrica di Hotbird sta destando molto interesse soprattutto in Italia – spiega l’amministratore delegato di Eutelsat Italia, Renato Farina –. Il motivo è dettato dal fortissimo legame con i servizi della flotta Hotbird, che da sempre è sinonimo di innovazione tanto a livello di linguaggi quanto di formati di trasmissivi».

I nuovi satelliti Hotbird, in virtù del considerevole risparmio di peso del combustibile adottato dai motori elettrici di posizionamento rispetto a quello impiegato nei tradizionali motori a combustione chimica dell’attuale generazione, consentirà di favorire il potenziamento dei servizi del transponder.

Renato Farina AD Eutelsat Italia

Renato Farina AD Eutelsat Italia

«La propulsione elettrica da parte dell’operatore satellitare – osserva Farina – permette un risparmio consistente a livello di masse utilizzate. Questo perché un satellite elettrico pesa grosso modo il 40% in meno rispetto a un satellite della precedente generazione che utilizza diverse tonnellate di carburante per effettuare le manovre in orbita».

I due satelliti ad alta potenza completamente elettrici, il cui lancio è previsto nel 2021, entreranno in servizio nel 2022, in sostituzione dell’attuale costellazione di tre satelliti, per Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Secondo gli esperti di Eutelsat «consentiranno di rafforzare la qualità dei servizi broadcast forniti attraverso la flotta Hotbird, garantendo il miglioramento della performance in Europa occidentale e in Polonia.

I nuovi satelliti offriranno anche funzionalità avanzate in termini di protezione dell’uplink del segnale e un’eccezionale ridondanza in orbita. La nuova tecnologia consentirà all’operatore di migliorare ulteriormente l’ottimizzazione degli investimenti ottenuta attraverso l’applicazione della policy design-to-cost».

La piattaforma Eurostar Neo

I nuovi satelliti Hotbird a propulsione elettrica saranno basati sull’innovativa piattaforma Eurostar Neo di Airbus Defence and Space che sarà prodotta, assieme ai loro payload a elevate prestazioni, nelle strutture del Regno Unito (a Stevenage e a Portsmouth) e nella struttura francese a Tolosa.

Eurostar Neo combina una maggiore capacità di carico con sistemi di controllo energetico e termico più efficienti, tempi di produzione più brevi e costi ottimizzati.

Rodolphe Belmer, amministratore delegato di Eutelsat, ha dichiarato: «Siamo lieti di aver assicurato capacità sostitutiva su Hotbird, la nostra posizione orbitale di punta a 13 ° Est, che ha contribuito all’evoluzione dei formati di trasmissione televisiva sin dalla sua creazione e che costituisce un pilastro della nostra strategia video.

I nuovi satelliti sono stati specificamente progettati per migliorare il servizio che offriamo ai clienti su questa posizione chiave e rappresentano una soluzione ottimale in termini di efficienza degli investimenti. Affidiamo ancora una volta questo progetto al nostro partner Airbus Defence and Space, che ha già realizzato 23 satelliti per il nostro gruppo».

«La continua fiducia di Eutelsat nei confronti dei nostri prodotti ha fatto sì che diventasse il cliente di lancio di Eurostar Neo, che sarà il nostro nuovo satellite di punta per le telecomunicazioni – ha affermato Nicolas Chamussy, Head di Space Systems di Airbus –. Eutelsat è stato il nostro partner principale per la maggior parte delle nostre anteprime, tra cui Eurostar E2000+ ed Eurostar E3000, oltre che per la messa in orbita a propulsione unicamente elettrica».

«Eurostar Neo combina l’innovazione con le tecnologie collaudate, dando vita a una linea di prodotti che sarà come sempre affidabile e che offrirà le migliori prestazioni sul mercato – ha proseguito Chamussy –. Eurostar Neo sarà prodotta all’interno della fabbrica digitale 4.0, una modalità di produzione totalmente innovativa che garantirà la continuità dei dati end-to-end fino ai risultati finali dei test in orbita».

Lo sviluppo della piattaforma Eurostar Neo di Airbus è stato sostenuto dall’Agenzia Spaziale europea (ESA) e dalle diverse agenzie spaziali europee nell’ambito del programma ARTES-14 guidato dall’ESA e dal CNES e fortemente appoggiato dall’Agenzia spaziale del Regno Unito.

Eutelsat all’avanguardia nell’elettrico

Eutelsat è stato uno dei primi provider a impiegare satelliti a propulsione elettrica: il primo satellite commerciale di questo tipo è stato Eutelsat 115 West B nel 2015, mentre il primo satellite europeo del genere è stato Eutelsat 172B, nel 2017. Più recentemente, il 20 giugno 2019, è stato lanciato Eutelsat 7C che è il quarto satellite completamente elettrico della flotta Eutelsat (4 in orbita, 4 in lancio).

Secondo i tecnici di Eutelsat, la propulsione elettrica consente di avere satelliti con una maggiore potenza e una massa inferiore. Questo permetterà di sostituire l’attuale costellazione di tre satelliti Hotbird a 13° Est con due.

I nuovi satelliti Hotbird avranno una massa al decollo di soli 4.500 kg, inferiore a quella degli attuali, e una potenza elettrica di 22 kW, maggiore di quella degli attuali. Inoltre, la nuova versione EOR (Electric Orbit Raising) completamente elettrica della piattaforma Eurostar Neo, consente manovre stazionarie e orbitali più veloci grazie a propulsori orientabili in modo da essere allineati sempre con il centro di gravità del satellite.

Eutelsat 172 B
Eutelsat 172 B è il primo satellite europeo completamente elettrico

La flotta Hotbird attuale

La flotta di satelliti Hotbird a 13° Est di Eutelsat fornisce una copertura completa dell’Europa e di parte dell’Africa e Asia, comprendendo tutto il Medio Oriente. Questa è la più importante posizione in Europa per la ricezione di servizi televisivi e radio al consumatore. Un Superbeam permette la ricezione direttamente sulle abitazioni al centro dello spot di trasmissione con antenne paraboliche inferiori ai 60 cm di diametro e nel Wide Beam con antenne di poco più grandi, offrendo la possibilità di ricevere in tutta Europa, Nord Africa, e raggiungendo Mosca e Dubai. La flotta Hotbird a 13° Est fornisce servizi televisivi, radiofonici e interattivi via cavo e via satellite in Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

L’attuale flotta Hotbird è costituita dai tre satelliti Hotbird 13B,13C e 13E (secondo la denominazione unificata adottata da Eutelsat nel marzo 2012), di cui EADS Astrium ha progettato e costruito sia il carico utile sia la ha piattaforma, che sono stati lanciati fra il 2006 e il 2008. Ciascun satellite dispone di 64 transponder che possono essere azionati simultaneamente.

Ogni navicella spaziale aveva una massa di lancio di circa 4,9 tonnellate, una campata solare di 45 metri, una volta dispiegata in orbita e una potenza di 17,5 kW (14 kW a fine vita) ed è stata progettata per fornire servizi commerciali per un minimo di 15 anni.

Dai motori chimici ai quelli elettrici

In generale, i motori impiegati per il posizionamento dei satelliti nello spazio utilizzano l’espulsione di un flusso di particelle, determinando, per il principio di azione e reazione (terza legge di Newton), una spinta in senso contrario alla direzione di espulsione del flusso stesso. Il meccanismo di creazione del flusso di particelle, e della spinta che ne consegue, è diverso nel caso dei motori di tipo chimico e in quello di tipo elettrico.

Nei tradizionali motori spaziali di tipo chimico, il propellente (ad es. idrazina) viene portato ad alta temperatura in una camera di combustione e lasciato espandere attraverso un ugello, determinando in tal modo la spinta per reazione.

In un motore spaziale di tipo elettrico le particelle del propellente vengono dapprima caricate elettricamente, formando una nube di ioni (detta anche plasma) le cui particelle cariche sono accelerate da un campo elettrico e infine espulse, generando così la spinta del veicolo. Nella parte esterna del motore è necessario neutralizzare la carica degli ioni per evitare che le particelle ritornino verso il veicolo annullando la spinta.

Il funzionamento

Gli atomi del propellente sono iniettati nella camera di scarico e sono ionizzati dal bombardamento elettronico, formando un plasma. Gli ioni caricati positivamente si diffondono verso il sistema di estrazione della camera e vengono accelerati dalla differenza di potenziale tra la prima e la seconda griglia (chiamate rispettivamente griglia dello schermo e dell’acceleratore).

La tensione negativa della griglia dell’acceleratore impedisce agli elettroni del plasma al di fuori del propulsore di ritornare al plasma di scarica. Gli ioni positivi espulsi spingono la navicella nella direzione opposta. La neutralizzazione è necessaria per evitare che la navicella acquisisca una carica negativa, che attirerebbe gli ioni positivi verso la nave spaziale e annullerebbe la spinta.

Hotbird Electrostatic_ion_thruster
Lo schema del funzionamento di un motore elettrico. Le particelle del propellente vengono dapprima caricate elettricamente
e poi accelerate da un campo elettrico e espulse, generando così la spinta del veicolo

Tipi di motori elettrici

Vi sono tre tipologie principali di motori elettrici a seconda del meccanismo di accelerazione delle particelle: i motori di tipo elettrostatico che sfruttano la forza di Coulomb, i motori di tipo elettromagnetico che sfruttano la forza di Lorentz e infine i motori a effetto Hall che sfruttano una combinazione delle due forze elettrostatica ed elettromagnetica.

I propulsori ionici a griglia elettrostatica usano comunemente gas di xeno, che viene ionizzato bombardandolo con elettroni provenienti da un catodo rovente.

Vengono creati ioni carichi positivamente a causa della perdita di un elettrone. Questi ioni positivi si diffondono poi attraverso la griglia positiva ed entrano nella zona di differenza di potenziale tra la griglia positiva e quella negativa (anodo e catodo rispettivamente).

Tale differenza di potenziale accelera gli ioni portandoli a una velocità molto elevata. E sono proprio gli ioni che, attraversando la griglia negativa, generano la spinta. Un ulteriore catodo nella parte esterna del motore emette altri elettroni che si combinano con gli ioni per neutralizzarli.

I propulsori elettromagnetici possono esse del tipo magnetoplasmadinamici (MPD) o del tipo a forza di Lorentz in litio (LiLFA). I primi utilizzano idrogeno, argon, ammonio o azoto come propellente. Il gas entra nella camera principale dove viene ionizzato in plasma dal campo elettrico tra l’anodo e il catodo, conducendo poi corrente tra essi.

Questa nuova corrente crea un campo magnetico attorno al catodo che attraversa il campo elettrico, accelerando di conseguenza il plasma a causa della forza di Lorentz. Il propulsore LiLFA usa vapore di litio, che ha il vantaggio di poter essere immagazzinato in forma solida, e il catodo è formato da alcune bacchette di piccole dimensioni inserite in un tubo catodico cavo, per resistere meglio alla corrosione nel contatto con il plasma.

I propulsori a effetto Hall accelerano gli ioni attraverso l’uso di un potenziale elettrico mantenuto tra un anodo cilindrico e un plasma caricato negativamente che forma il catodo. L’anodo cilindrico porta al centro una punta che produce un campo magnetico radiale tra essa e il tubo. Gli elettroni si muovono a spirale verso l’anodo, circolando attorno alla punta in una corrente di Hall.

Quando raggiungono l’anodo colpiscono il propellente (tipicamente xeno o gas di bismuto) e lo ionizzano, prima di essere accelerati dal potenziale elettrico ed espulsi.

Hotbird Motore effetto Hall ionico come funziona
Il funzionamento di un motore a effetto Hall si basa sull’accelerazione di ioni che vanno a colpire il propellente (tipicamente xeno o gas di bismuto) e lo ionizzano, prima di essere accelerati dal potenziale elettrico ed espulsi

I propellenti

L’energia di ionizzazione rappresenta una grossa percentuale dell’energia richiesta per il funzionamento dei motori elettrici. Il propellente ideale per questi motori è quindi una molecola o atomo con un elevato rapporto fra massa ed energia di ionizzazione, consentendo di creare velocità di scarico elevate, anche con differenze di potenziale relativamente piccole. Questo riduce la quantità di massa reattiva o carburante richiesto, e naturalmente aumenta la quantità di potenza elettrica necessaria in confronto a quella dei razzi chimici.

Il propellente non deve causare un grosso grado di erosione del propulsore per permetterne una lunga durata e non deve contaminare il veicolo.

Molti degli attuali modelli usano il gas di xeno a causa della sua bassa energia di ionizzazione, del numero atomico relativamente alto, della sua natura inerte e del basso grado di erosione. Tuttavia, lo xeno è poco presente in natura e quindi è molto costoso.

Altri propellenti, come il bismuto, hanno mostrato buone possibilità e sono tuttora aree di ricerca, in particolare per i modelli senza griglia, come i propulsori a effetto Hall.

I vantaggi

Mentre nel caso dei motori chimici è la energia termica del propellente a essere trasformata in energia cinetica, nel caso dei motori elettrici è l’energia elettrica del propellente a essere trasformata in energia cinetica.

Pertanto, con i motori chimici è necessario un adeguato carico di propellente per assicurare un’adeguata autonomia del satellite, mentre nel caso dei motori elettrici è sufficiente una carica di propellente minore poiché l’autonomia è soprattutto determinata dall’energia elettrica fornita dalle celle solari a bordo del satellite.

Nei primi anni della scoperta e dello sviluppo dei motori elettrici, il loro impiego era limitato rispetto ai motori chimici per la ridotta potenza elettrica disponibile a bordo del veicolo spaziale. Oggi con il miglioramento della loro tecnologia, il risparmio di carico di propellente, che è possibile realizzare con i motori elettrici rispetto a quelli chimici, va a vantaggio di una maggiore payload del transponder e delle stesse celle solari.

Verso satelliti completamente elettrici

I motori elettrici trovano impiego da alcuni anni nelle principali missioni spaziali e in particolare per i satelliti geostazionari per telecomunicazione.

Inizialmente si è arrivati a utilizzare un motore ibrido, che utilizzava per il posizionamento del veicolo nello spazio un mix di prodotti chimici e di propellenti ionici.

Da alcuni anni è iniziato l’impiego di satelliti completamente elettrici, che usano esclusivamente motori elettrici, consentendo in tal modo un consistente risparmio di propellente caricato a bordo del satellite al momento del lancio.

Cambiare tv sarà obligatorio per tanti ma non per tutti: agevolazioni in vista

Cambiare tv sarà “obbligatorio” per tanti (ma non per tutti): agevolazioni in vista
Molti italiani avrebbero senz’altro volentieri fatto a meno di questa “gatta da pelare”. C’è un fondo da 151 milioni di euro da destinare al nuovo bonus per la sostituzione dei televisori in vista del passaggio, nel 2022, al digitale terrestre di seconda generazione“

Cambiare tv sarà “obbligatorio” per tanti (ma non per tutti): agevolazioni in vista

Gli aspetti da chiarire, a oggi, non mancano. E molti italiani avrebbero senz’altro volentieri fatto a meno di questa “gatta da pelare”. Un fondo da 151 milioni di euro da destinare al nuovo bonus per la sostituzione dei televisori in vista del passaggio, nel 2022, al digitale terrestre di seconda generazione, definito da molti “la tv del domani”. L’agevolazione dovrebbe prender forma già a partire dal 2019, previa definizione di regole e modalità per beneficiare dell’incentivo. Non è chiaro se si tratterà di una detrazione fiscale o se di un contributo economico applicato sotto forma di sconto dal rivenditore al momento dell’acquisto. Al momento l’unica certezza è la dotazione finanziaria, incrementata dalla Legge di Bilancio 2019, in vista dell’avvento della nuova rivoluzione digitale che manderà in soffitta i vecchi televisori.

E’ bene soffermarsi su alcuni punti essenziali. Non tutte le TV dovranno essere necessariamente cambiate, ed è proprio per questo che è necessario informarsi su quali televisori andranno sostituiti e quali quelli che invece saranno in grado di ricevere il segnale. Quelli acquistati di recente dovrebbero garantire la conformità con i nuovi requisiti tecnici. Le nuove televisioni dovranno rispettare il nuovo standard di trasmissione DVB-T2 con HEVC, che promette di portare l’alta televisione video nelle case di tutti gli italiani. Il bonus, sia nella forma di detrazione che di contributo monetario, coprirà soltanto una parte del costo della spesa che sarà necessario sostenere per adeguarsi al nuovo digitale terrestre. Una delle ipotesi è tuttavia che, in fase iniziale, la possibilità di beneficiare delle agevolazioni per la sostituzione della TV riguardi solo gli anziani con reddito fino ad 8.000 euro, tra l’altro già oggi esentati dal pagamento del Canone Rai.

Dobbiamo cambiare tv, è obbligatorio (ma non per tutti): lo “sconto” e le cose da sapere

Chi deve cambiare tv nei prossimi anni

Non c’è fretta, ovviamente. Il termine per allinearsi con il digitale terrestre di seconda generazione è l’1 luglio 2022. Non tutti saranno costretti a cambiare tv o decoder entro il 2022, quando avverrà il ‘trasloco’ definitivo allo standard di trasmissione televisiva DVB-T2 con HEVC. Infatti, chi è già in possesso di una smart tv con questo tipo di tecnologia non avrà bisogno di aggiornamento, ma questa restrizione ad uno standard così ben identificato è meno ‘stretta’ di quanto possa sembrare. Per legge, tutte le tv in commercio da gennaio 2017 sono già provviste di questo tipo di tecnologia. Dal 1 Gennaio 2017infatti i rivenditori che avrebbero dovuto eliminare dagli scaffali televisori con il digitale terrestre di prima generazione. Ma i commercianti, date le grandi quantità in magazzino, hanno continuato, grazie ad una integrazione last minute della legge, a commercializzare le tv provviste del vecchio digitale terrestre DVB-T, a patto però che queste siano vendute in abbinamento ad un decoder DVB-T2 con codec HEVC.

Così a un decennio circa dal passaggio da analogico a digitale terrestre, un’ennesima rivoluzione digitale è all’orizzonte. E’ la conseguenza della nuova assegnazione delle frequenze voluta dall’Europa che, con una direttiva della Commissione, obbliga tutti i Paesi dell’Unione ad adottare il nuovo standard entro il 2022. L’Europa ha chiesto entro il 2022 di spegnere parte delle frequenze di trasmissione televisive. Tali frequenze serviranno infatti per essere utilizzabili con le sempre più importanti reti 4G e 5G, nell’ottica dell’evoluzione tecnologica moderna, perché sono poche a oggi le frequenze utilizzabili

Il DVB-T2 non è solamente un aggiornamento del vecchio digitale, ma ci vogliono decoder nuovi in grado di leggerlo, per cui nei prossimi anni ci sarà un periodo di adattamento seguito da un nuovo switch-off. 

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