Nuovo digitale terrestre: la partenza slitta a ottobre. Ecco le nuove date

Il passaggio al nuovo digitale terrestre non inizierà più a settembre 2021 ma a partire da metà ottobre fino a inizio 2022. Una recente consultazione al Ministero dello sviluppo economico ha prodotto un documento che prevede uno slittamento delle date del passaggio alle trasmissioni in Mpeg4 e la libertà per le emittenti di scegliere se e quando migrare. Una transizione più lunga, quindi, ma anche il rischio caos per gli utenti. Ecco il nuovo calendario.

Il 1° settembre non ci sarà più il passaggio dei canali nazionali alla codifica Mpeg4. Durante un’audizione al MISE, emittenti e Governo si sono accordati per rivedere le date di avvicinamento al nuovo digitale terrestre (DVB-T2). La prima fase, quella del passaggio alle trasmissioni in Mpeg4 e che sarebbe dovuta iniziare a partire da settembre in importanti regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, non dovrebbe iniziare prima del 15 ottobre. Questo slittamento produrrà a catena anche lo spostamento della seconda fase del passaggio: per l’adozione del DVB-T2 si dovrà aspettare un periodo da giugno 2022 al 1° gennaio 2023.

Non c’è più l’obbligo per le emittenti

Le nuove date, portano con sé, però, anche un’altra novità: dal 15 ottobre non c’è più l’obbligo per le emittenti di trasmettere con il nuovo segnale. Questo significa che le emittenti possono anticipare volontariamente il passaggio alle trasmissioni in Mpeg4, scegliendo quando e per quali canali. Dal 15 ottbre quindi ci potrebbero essere canali non più visibili dai televisori più vecchi e altri invece ancora trasmessi con l’attuale codifica (e quindi perfettamente ricevibili anche dagli apparecchi precedenti al 2010).

L’ipotesi più probabile è che le emittenti che annoverano anche canali tematici (ad esempio la Rai con canali come Rai Storia o Rai Sport), potrebbero decidere di iniziare a trasmettere in Mpeg4 solo i canali tematici, lasciando quelli generalisti (Rai1, Rai2, Rai3, Canale5, La7…) esattamente come sono adesso.

Per obbligare tutte le emittenti al passaggio all’MPEG-4 servirà un apposito provvedimento che il Governo ha previsto entro la fine dell’anno (se non ci saranno altri ritardi).

La nuova roadmap verso il DVB-T2

Se vogliamo riassumere per una maggiore chiarezza, ecco quali sono le nuove date del passaggio al nuovo digitale terrestre.

  • Fase 1 (passaggio al Mpeg4): fissata prima al 1° di settembre, ora partirebbe dal 15 ottobre su base ‘volontaria’ ovvero un’emittente può decidere se continuare ad usare il codec Mpeg2 o passare al Mpeg4 come si sarebbe dovuto fare. Chi ha un televisore molto vecchio (pre 2010 circa) quindi potrebbe non essere più in grado di visualizzare alcuni canali mentre altri sì, in base al tipo di codec utilizzato dall’emittente.
  • Fase 2 (Spostamento delle frequenze): Sardegna a parte, slitta più in là nel tempo a partire da gennaio 2022. Insomma, cambiano le date in cui bisogna risintonizzare la propria TV.
  • Fase 3 (abbandono DVB-T in favore del DVB-T2, nuovi codec, ecc…): slitta ora a un lasso di tempo da giugno a gennaio 2023. In sostanza, quello che si era detto per giugno 2022 resta valido, ma solo più in là nel tempo.

Cosa cambia per i consumatori

Come abbiamo visto la situazione è cambiata. Se prima di questo slittamento il rischio per molti televisori di non vedere più le trasmissioni tv era imminente, ora la situazione potrebbe dare ai consumatori più tempo. Ma cosa succede dal 16 ottobre? Chi ha una tv molto vecchia (indicativamente prima del 2010) smetterà di vedere tutti quei canali che passeranno alla codifica Mpeg4 (dipenderà, però come abbiamo visto dalle emittenti). Già ora infatti questi apparecchi non sono più in grado vedere i canali in HD. Per gli altri non cambierà nulla, o meglio entro giugno 2022 la banda dei 700MHz deve comunque essere liberata perché verrà concessa alle compagnie telefoniche. Se come sembra il passaggio al nuovo codec (HEVC) e alla nuova modulazione (DVB-T2) slitteranno di conseguenza, avremmo un periodo di transizione più lungo per cui chi ha un apparecchio tv acquistato fra il 2010 e il 2016 potrà forse continuare ad usarlo ancora per un po’ di tempo.

Come scoprire se il tuo televisore è da cambiare

Per scoprire se il tuo televisore è abilitato alla visione del nuovo digitale terrestre puoi fare una semplice prova: puoi sintonizzarti sul canale 200 (canale di test Mediaset) o sul 100 (canale di test Rai): se visualizzi una schermata statica con la scritta “Test HEVC Main10”, allora può stare tranquillo: il proprio televisore riceverà il nuovo segnale tv anche dopo che il passaggio alla nuova tecnologia sarà ultimato (nel 2022).

Se invece andando sui canali 200 e 100 non si visualizza niente (uno schermo nero oppure non sono neppure sintonizzati i canali 200 e 100) allora il televisore in questione potrebbe non essere abilitato al nuovo standard. Il condizionale è d’obbligo per varie ragioni. Prima di fiondarsi a comprare un nuovo apparecchio è bene risintonizzare tutti i canali e poi provare ad andare di nuovo sul canale 200 o sul 100. A questo punto possono succedere quattro cose:

  1. Sui canali 200 e 100 compare la scritta “Test HEVC Main10”. In questo caso il televisore è abilitato al nuovo segnale, qualunque esso sia (10 o 8 bit).
  2. I canali 200 e 100 non si sintonizzano. Ciò può dipendere da molti fattori, non ultimo il fatto che magari non vengono ricevuti i canali di test, ma nella peggiore delle ipotesi anche che il televisore potrebbe non essere abilitato.
  3. I canali 200 e 100 vengono ricevuti ma sono occupati da un’altra emittente. In questo caso vale la pena provare a spostare questa emittente su un numero diverso (attraverso il settaggio dei canali del proprio televisore) e rifare la sitonizzazione.
  4. I canali 200 e 100 vengono ricevuti ma lo schermo rimane nero. In questo caso siamo certi che la TV non supporta lo standard HEVC Main10. Tuttavia non è ancora sicuro che il formato a 10 bit (da qui la scritta “main10”) sarà sempre utilizzato dopo il luglio 2022. L’HEVC infatti consente di codificare l’immagine in vari modi. Se venisse ad esempio adottato il formato ad 8 bit, molti dei televisori comperati fra il 2016 e la fine del 2018 che a oggi non riescono a visualizzare al scritta del test potrebbero invece poter ricevere tranquillamente il segnale.

Meglio un nuovo decoder o una nuova televisione?

Chi possiede televisori che, ad ora, non sono in grado di ricevere i segnali trasmessi in DVB-T2 o che non riescono a decodificare lo standard H265/HEVC, sarà costretto a dover prendere un decoder per poter vedere correttamente tutti i canali oppure a cambiare televisore. I decoder sono già in vendita nei negozi di elettronica a un prezzo che va dai 30 ai 250 euro. Se decidi per un decoder esterno puoi consultare il nostro test comparativo sui decoder abilitati alla ricezione dei canali del nuovo digitale terrestre.

Bonus TV: che cos’è e come averlo

È stato previsto dal decreto legge del ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato in Gazzetta ufficiale, un bonus fino a 50 euro che permetterà di adeguare il proprio vecchio televisore o di comprarne uno in grado di supportare il nuovo standard DVB-T2. L’incentivo può arrivare fino a un massimo di 50 euro, quindi nel caso in cui il decoder dovesse costare meno, anche il bonus verrebbe erogato in maniera ridotta. Per accedere all’incentivo, le famiglie con reddito Isee fino a 20 mila euro dovranno scaricare un apposito modulo disponibile sul sito del MISE attraverso il quale autocertificheranno di avere diritto al contributo.

Il bonus verrà erogato direttamente dal negoziante che al momento dell’acquisto dovrà inserire il codice fiscale dell’acquirente sul sito dell’Agenzia delle entrate, insieme ai riferimenti del documento di identità e ai dati identificativi del prodotto. Nella prima dichiarazione fiscale utile il negoziante recupererà lo sconto applicato tramite credito d’imposta. Sono stati destinati 151 milioni di euro per i consumatori a partire dal prossimo 18 dicembre e fino al 2022.

Un bonus anche senza limiti di Isee

Oltre al bonus già attivo, è in arrivo un nuovo bonus tv che permetterà a chiunque, senza presentare alcun Isee, di comprare scontato un apparecchio compatibile con il nuovo digitale terrestre. Si tratta in pratica di uno sconto sel 20% (per un massimo di 100 euro) sull’acquisto di un nuovo apparecchio a seguito della rottamazione di uno venduto prima del 2018. In questo articolo trovi tutti i dettagli e il funzionamento di questo bonus.

Scegliere il televisore nuovo

Se stai cercando un nuovo televisore, l’unico modo per non sbagliare è confrontare i modelli. Per farlo puoi consultare i nostri test comparativi: abbiamo infatti portato in laboratorio oltre 120 modelli tra televisori di grande formato e tv più piccole, da 24″ e 32″. Se vuoi, puoi beneficiare degli sconti su tutti i migliori modelli di tv dei nostri test comparativi che abbiamo negoziato con la piattaforma online Monclick.it per soci e Fan Altroconsumo. Se non sei già socio o Fan, registrati gratuitamente al sito e scopri l’offerta riservata.

Europei 2021 in 4K-HDR

Dall’11 giugno all’11 luglio andrà in scena il Campionato europeo di Calcio e chi vorrà goderselo in 4K-HDR potrà farlo con TivùSat!     PER INFO CONTATTACI!

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Antonio Zagarella

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Sperando naturalmente che da qui a giugno la situazione pandemica possa migliorare e portare la gente negli stadi, i grandi network televisivi si stanno preparando per offrire al meglio delle possibilità tecnologiche i match degli Europei di Calcio 2021, che si terranno dall’11 giugno all’11 luglio. Questa edizione si svolgerà in 12 distinte città europee, con la partita inaugurale che si terrà allo Stadio Olimpico di Roma e le semifinali e la finale che si disputeranno invece al Wembley Stadium di Londra.

Quando scriviamo al meglio delle possibilità tecnologiche, ci riferiamo alla trasmissione dei match in 4K-HDR, che per quanto riguarda l’Italia riguarderà Sky (con la piattaforma Sky Q) e RAI 4K tramite TivùSat. Nel primo caso tutti i 51 match del Campionato saranno trasmessi in 4K-HDR se si possiede un decoder Sky Q e un abbonamento a Sky Sport.

Per quanto riguarda invece Rai 4K, si potranno guardare con la massima qualità video 27 delle 51 partite in programma, tra cui tutte quelle dell’Italia e quelle delle fasi finali dell’evento. In ogni caso è assicurata da parte della RAI la trasmissione dei 27 match in HD tramite digitale terrestre.

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Antonio Zagarella

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Pronti al cambiamento?

Tra pochi mesi il digitale terrestre affronterà il passaggio all’MPEG-4 per tutti i canali radio televisivi. Questo consentirà di ridurre lo spazio occupato dai canali all’interno delle frequenza a disposizione; tale cambiamento ci prepara al grande appuntamento del 2022 con la transizione da DVB-T al T2 e dall’MPEG-4 all’HEVC.

I nuovi switch-off non saranno così “traumatici” come quelli che ci hanno riguardato negli anni dal 2008 al 2012. Vi ricordate? Allora la televisione digitale di DVB-T soppiantò quella analogica costringendo tutti gli Italiani a cambiare il TV o quantomeno ad acquistare un decoder.

Questi switch-off comunque, avranno effetti importanti, non solo sugli apparecchi di ricezione che sono presenti nelle nostre case (TV, decoder, PVR digitali) ma anche su alcuni impianti d’antenna.

Infatti i TV e i decoder più datati, quelli che abbiamo comprato a suo tempo per il passaggio al digitale per intenderci, non funzioneranno più dal 1° settembre 2021. Tutti gli apparecchi acquistati fino al 2017 invece, smetteranno di funzionare dal 30 giugno 2022 quando ci sarà il passaggio al DVB-T2 HEVC.

Ovviamente questo discorso vale non solo per i TV ma anche per quanto riguarda alcuni impianti d’antenna e centralini.

Non possiamo farci trovare impreparati.

Rivolgetevi a professionisti competenti, preparati e sempre aggiornati rispetto alle nuove tecnologie.

Arrivano tutti i TG regionali Rai su tivùsat

La Rai ha riorganizzato i suoi transponder su tivùsat di Hot Bird e rende disponibili tutte le edizioni regionali dei notiziari, oltre alle altre rubriche e trasmissioni locali. Ci sono spostamenti anche per gli altri canali Rai.

Grandi cambiamenti su tivùsat per i canali TV della Rai: dal 18 dicembre saranno disponibili tutte le edizioni regionali dei notiziari locali, permettendo anche a chi vive e lavora lontano dalla propria residenza o dai luoghi a cui è legato, di seguire le cronache locali.

In pratica saranno tante repliche di Rai 3 che si differenzieranno tra loro al momento dei quattro notiziari quotidiani e di tutte le rubriche settimanali che vengono diffuse dalle singole redazioni regionali. Per alcune zone saranno disponibili anche le ulteriori trasmissioni dedicate alle minoranze linguistiche o a programmi locali che finora erano disponibili solo tramite digitale terrestre o web. L’aggiornamento della lista canali dovrebbe essere automatico o tramite nuova sintonizzazione dei canali. I canali saranno visibili solo con decoder satellitari o TV con decoder satellitare e tessera tivùsat; la definizione dei nuovi canali è quella standard.

Questo l’elenco delle nuove emittenti con la relativa numerazione LCN Tivùsat:

301 Rai 3 TGR Valle d’Aosta
302 Rai 3 TGR Piemonte
303 Rai 3 TGR Liguria
304 Rai 3 TGR Lombardia
305 Rai 3 TGR Veneto
306 Rai 3 TGR Alto Adige (Bolzano)
307 Rai 3 TGR Trentino (Trento)
308 Rai 3 Südtirol
309 Rai 3 TGR Friuli Venezia Giulia
310 Rai 3 Bis (in sloveno)
311 Rai 3 TGR Emilia Romagna
312 Rai 3 TGR Toscana
313 Rai 3 TGR Marche
314 Rai 3 TGR Umbria
315 Rai 3 TGR Lazio
316 Rai 3 TGR Abruzzo
317 Rai 3 TGR Molise
318 Rai 3 TGR Campania
319 Rai 3 TGR Puglia
320 Rai 3 TGR Basilicata
321 Rai 3 TGR Calabria
322 Rai 3 TGR Sardegna
323 Rai 3 TGR Sicilia

Con l’occasione la Rai ha riorganizzato i suoi transponder su Hot Bird, adottando in gran parte il DVB-S2: ciò rende obsoleti i vecchi decoder in sola definizione standard anche se per il momento i canali base dell’offerta saranno ancora visibili in DVB-S.

Diminuisce pure il numero dei transponder utilizzati che scende da quattro a tre, con inevitabili cambi di frequenza. Anche in questo caso la nuova configurazione dovrebbe attivarsi automaticamente altrimenti sarà necessario effettuare una nuova operazione di sintonia. La numerazione LCN rimane immutata.

Questo l’elenco e la nuova composizione dei tre transponder Rai:

Frequenza DVB-S 10992, polarizzazione V, S/R e Fec 27500 2/3
Rai 1
Rai 2
Rai 3
Rai 4
Rai 5
Rai Movie
Rai Premium
Rai Sport
Rai Storia
Rai News 24
Rai Gulp
Rai YoYo
Rai Scuola
Camera deputati
Senato
tivùlink

Frequenza DVB-S2 11765 polarizzazione V, S/R Fec 29900 3/4
Rai 1 HD
Rai 2 HD
Rai 3 HD
Rai 4 HD
Rai Movie HD
Rai Sport + HD
Rai 4K
Rai Radio 1
Rai Radio 2
Rai Radio 3
Rai Radio Tutta Italiana
Rai Radio Techete’
Rai Radio Live
Rai Radio Kids
Rai Isoradio
Rai GrParlamento
Rai Radio1 Sport
Rai Radio2 Indie
Rai Radio3 Classica
Rai OM Unica
Rai Radio Trst A

Frequenza DVB-S2 11013 polarizzazione S/R Fec 29900 3/4

Rai 5 HD
Rai Premium HD
Rai Storia HD
Rai Scuola HD
Rai Gulp HD
Rai YoYo HD
Rai News 24 HD
Rai 3 TGR Valle D’Aosta
Rai 3 TGR Piemonte
Rai 3 TGR Lombardia
Rai 3 TGR Veneto
Rai 3 TGR Trentino
Rai 3 TGR Alto Adige
Rai 3 Südtirol
Rai 3 TGR FVG
Rai 3 Bis
Rai 3 TGR Liguria
Rai 3 TGR Emilia Romagna
Rai 3 TGR Toscana
Rai 3 TGR Marche
Rai 3 TGR Umbria
Rai 3 TGR Lazio
Rai 3 TGR Abruzzo
Rai 3 TGR Molise
Rai 3 TGR Campania
Rai 3 TGR Basilicata
Rai 3 TGR Puglia
Rai 3 TGR Calabria
Rai 3 TGR Sicilia
Rai 3 TGR Sardegna
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Il satellitare di seconda generazione: ecco come vedere tutto il meglio della tv

Tra fine novembre e il 1° dicembre NoveDMAXReal TimeCielo e Tv8 trasmetteranno solo in HD.
K2Frisbee e TV2000 saranno visibili solo con un decoder HD o 4K.
Dal 18 dicembre Rai ha annunciato che i 23 canali del TG Regionale Rai e i canali Rai Radio saranno tutti visibili su tivùsat
ma solo con un decoder satellitare HD o 4K.
Dal 31 dicembre Mediaset trasmetterà via satellite tutti i suoi canali digitali solamente in alta qualità (DVB S2)
e così anche altri canali tra cui La7d.

Questo significa che sarà necessario un decoder satellitare HD o 4K per continuare a vedere
Iris, La5, Mediaset Extra, Mediaset Italia 2, TGCOM24, 20 Mediaset, TopCrime, Focus, Cine34, Boing,
Cartoonito, Cielo, Tv8, La7d, Nove, DMAX, Real Time, K2, Frisbee, TV2000
 e tutti i canali Rai Radio e TGR RAI.

Nel corso del 2021 poi, quasi tutti i canali su tivùsat saranno visibili solo ad un dispositivo HD e 4K,
perciò cambia subito il tuo vecchio decoder SD e non ti perderai nulla!

Cambia la tv digitale terrestre, tutto ciò che c’è da sapere per prepararsi alla rivoluzione

Gli italiani hanno un anno per assicurarsi che la propria tv sia compatibile con la trasformazione del digitale terrestre. Gli apparecchi obsoleti non potranno più vederlo e per rimediare c’è solo da cambiarli o installare un decoder ad hoc. Quando? La rivoluzione è in due tappe. Si comincia il primo settembre 2021, quando tutte le emittenti useranno l’Mpeg-4 (codec già standard per i video sul web). È soprattutto il secondo passaggio – in termine tecnico, switch off – che farà una grossa differenza: entro giugno 2022, le emittenti dovranno passare al nuovo digitale terrestre (il Dvb-T2 Hevc, contro l’attuale Dvb-T1).
Una trasformazione che porterà più qualità e vari vantaggi agli utenti, ma nell’immediato comporta alcuni grattacapi per chi ha un apparecchio non recente.
Da uno studio della Fondazione Ugo Bordoni dal titolo ‘Diffusione degli Apparati tv in Italia e scenari evolutivi’ risulta che “il 74,5%” delle famiglie possiede “un apparecchio televisivo abilitato almeno alla decodifica Mpeg-4”. Molto peggio per gli apparati in grado di ricevere trasmissioni Dvb-T2. In percentuale risultano essere, infatti, il 17,9%

Il passaggio all’Mpeg-4 e all’alta definizione

Il passaggio all’Mpeg-4 è storico. È un po’ come dire che la tecnologia (tecnicamente, un codec di compressione dell’immagine) video del web vince finalmente su quello pre-internet: l’Mpeg-2 è quello dei vecchi Dvd. Mpeg-4 permette di fare stare più informazioni nello stesso spazio (canale) – comprime meglio dell’Mpeg-2; di conseguenza dovrebbe facilitare l’utilizzo dell’alta risoluzione da parte delle emittenti.Da dieci anni si vendono tv Mpeg-4 in Italia. Ma lo standard è per ora su canali paralleli a quelli Mpeg-2. Che si aggiungono, insomma, senza switch-off. È il caso dell’offerta Rai in HD su Tivùsat. Alcune emittenti cominceranno gradualmente da dicembre di quest’anno a usare Mpeg-4 al posto dell’Mpeg-2. Il 17 dicembre i canali Sky Tv8 e cielo passeranno a Dvb-s2 (satellitare, quindi, non digitale terrestre) con Mpeg-4. Da gennaio sarà la volta 15 canali satellitari su 18 di Mediaset su satellite; idem per La7d. Non sono ancora chiari i tempi dello switch off completo a Mpeg-4 (le tv stanno regolando i piani in questa fase); ancora nel 2021 ci potrebbero esser canali Mpeg-2 su digitale terrestre, ma il passaggio certo si completerà nel 2022 insieme all’arrivo del Dvb-t2.

Il passaggio al Dvbt-2

Questa seconda fase permetterà di liberare spazio di frequenze, necessario per lo sviluppo della rete 5G anche in zone non metropolitane. Il nuovo digitale terrestre infatti permette di trasmettere più informazioni (ossia più canali e/o a maggiore risoluzione) a parità di frequenze occupate.

Come verificare se l’apparecchio è compatibile

Venendo agli aspetti più pratici, è possibile verificare se la nostra tv è compatibile senza bisogno di sfogliare la scheda tecnica. Basta collegarsi al canale 200 (Mediaset) o al canale 100 (Rai). Se appare la scritta “Test HEVC Main10” abbiamo il Dvbt-2. Forse fare apparire “Compatibile con il nuovo digitale terrestre” era parso troppo banale. Almeno è chiaro il messaggio negativo: “canale non disponibile”. È anche possibile che a quei canali non appaia né uno né l’altro messaggio; nel qual caso dobbiamo risintonizzare tutti i programmi.

Bonus tv

Abbiamo scoperto di avere una tv non compatibile? Dal 18 dicembre è partito il bonus da massimo 50 euro per l’acquisto di TV e decoder di nuova generazione, adatti alla trasmissione sui nuovi standard digitali. Il bonus per i nuovi televisori sarà riservato a famiglie con Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 20mila euro ed è utilizzabile fino a dicembre 2022, ma fino a esaurimento delle risorse. Quest’ultime ammontano attualmente, in totale, a 151 milioni di euro. Se si rientra nei limiti, è bene quindi affrettarsi a verificare la compatibilità della propria tv e comunicare al negoziante la fruibilità del bonus.Secondo la legge istitutiva del bonus, questo riguarda solo “apparecchi atti a ricevere programmi e servizi radiotelevisivi – dotati in caso di decoder anche di presa o di convertitore idonei ai collegamenti alla presa SCART dei televisori – con interfacce di programmi (Api) aperte, laddove presenti, a prescindere dalla piattaforma tecnologica del consumatore, sia essa terrestre, satellitare e, ove disponibile, via cavo”. “Devono incorporare la tecnologia DVB-T HEVC, main 10, di cui alla raccomandazione ITU-T H.256, almeno nella versione approvata il 22 dicembre 2016”, ossia il nuovo digitale terrestre (così si spiega anche la scritta sibillina dei canali 100 e 200).Secondo una stima Gfk emersa in un recente incontro pubblico organizzato da DDAY, sono 9 milioni le tv prive di Mpeg-4 nelle prime case degli italiani; si sale a 15 milioni se inseriamo anche le seconde case. E ben a 35 milioni per l’incompatibilità con il Dvb-t2. Dato che ogni anno si cambiano meno di 4 milioni di tv, di questo passo molti italiani rischiano di perdere il digitale terrestre.

La scelta del decoder

Salvo la possibilità di rimediare con un decoder. E qui la scelta è ampia. Chi vuole risparmiare, può trovare modelli a 25-30 euro. Spendendo 50-150 euro si può però passare a modelli che sono ben più di un decoder dvb-t2; ma integrano anche quello satellitare, un hard disk, un registratore, la possibilità di leggere file mkv, avi, mp4 e di supportare i 4K.

Tivùsat, Rai darà una smartcard gratuita a chi non riceverà il nuovo digitale terrestre

Tutti quegli utenti che, dopo lo switch off del 2022, non riceveranno il segnale del nuovo digitale terrestre potranno avere gratuitamente dalla Rai una smartcard di tivùsat.

Questo è quanto stabilisce la nuova convenzione tra Rai e Stato, che prevede l’obbligo copertura da parte di Rai del 100% della popolazione di tutti i contenuti audiovisivi di servizio pubblico e anche l’obbligo di diffusione su tutte le piattaforme non a pagamento.

In particolare, il contratto specifica che la Rai, in conformità a quanto previsto in merito alla piattaforma satellitare, utilizza la piattaforma gratuita tivùsat per “coprire” quelle zone del territorio nazionale non raggiunte dal segnale digitale terrestre. A fronte di ciò, a seguito dell’attuazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze, la Rai deve fornire una smartcard tivùsat agli utenti che siano titolati a farne richiesta da un ente certificatore terzo indicato dal ministero.

In altre parole, al termine dello switch off del 2022 potrebbero esserci degli utenti non raggiunti dal segnale del digitale terrestre. Certificato da un ente (che deve ancora essere individuato dal Ministero dello sviluppo economico) che questi utenti non ricevono il DTT, potranno fare richiesta per avere una smartcard gratuita di tivùsat.

Da richiedere e con qualche limite

La smartcard non verrà inviata automaticamente, ma dovrà essere chiesta dall’utente, che dovrà recarsi a ritirarla nel luogo che gli sarà indicato. Potrà anche essere spedita a casa, ma a spese dell’utente stesso.

Rai precisa però che la smartcard sarà unbundled, ovvero sarà data senza CAM o decoder, il cui acquisto sarà a carico dell’utente. Inoltre, con la smartcard fornita gratuitamente saranno visibili tutti i canali SD e HD presenti su tivùsat, ma non si potrà vedere Rai 4K.

Paramount Network disponibile su tivùsat in alta definizione

Dal 30 luglio, Paramount Network è disponibile agli utenti tivùsat in alta definizione al canale 127. Rimane anche la versione in SD al canale 27. Attualmente sono quindi 55 i canali disponibili in HD della piattaforma satellitare gratuita.

Paramount Network è il canale di intrattenimento di ViacomCBS Networks Italia dedicato a tutti gli amanti di serie TV e film, grazie a contenuti originali tratti anche dal celebre catalogo Paramount Pictures ora visibili anche in alta qualità. 

La qualità è anche la base della campagna “House of Stars”, lanciata di recente con l’intento di rafforza il posizionamento del brand come casa delle grandi storie, delle star del cinema e delle serie di qualità. La campagna sarà in onda tutta estate e lancerà la settimana di programmazione speciale programmata sul canale dal 26 agosto.

“Siamo molto contenti di poter offrire al pubblico di Paramount Network la versione del canale anche in HD – afferma Alberto Carrozzo, Country Manager ViacomCBS Italia –. Vedere i contenuti in alta qualità accrescerà il valore del coinvolgimento del nostro pubblico”.

“Da spettatrice e da Presidente di Tivù – sostiene Beatrice Coletti – sono lieta della scelta di Paramount Network HD, una conferma della centralità che tivùsat ha assunto in questi anni, per la sua vasta offerta satellitare: unica, gratuita e di qualità”.

Ricordiamo che per accedere a tivùsat non serve abbonamento. Basta un dispositivo certificato tivùsat (televisore con CAM o decoder), una parabola orientata su Eutelsat Hotbird 13° Est (lo stesso satellite di Sky) e la smartcard inclusa nella confezione della CAM o del decoder.

Paramount Network può esser visto anche al canale 27 del digitale terrestre al canale 158 di Sky.

Contattaci adesso 3408538178

TGR Rai, l’arrivo su tivùsat posticipato al mese di dicembre

antennista

Aveva destato particolare interesse la notizia della disponibilità su tivùsat di tutti i 21 TGR Rai e anche di due programmi dedicati alla minoranze linguistiche del Trenino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia. Tali canali, che dovevano essere accesi lo scorso mese di aprile, avevano lo scopo di assicurare la copertura del 100% anche dei programmi di servizio pubblico regionale.

L’arrivo del Covid-19 ha però sconvolto tutti i piani e così è stato deciso di rimandare la messa in onda sul satellite. La data precisa non c’è ancora, però si sa per certo che le trasmissioni inizieranno entro nel mese di dicembre.

I TGR saranno trasmessi in DVB-S2

È stato scelto tale periodo perché coincide con la migrazione dei canali Sat dell’emittente di Stato, TGR compresi, al formato DVB-S2, che dal prossimo anno diventerà il nuovo standard di tutte le trasmissioni tivùsat.

In tal senso, Rai informa che entro il 2020 Rai Way uniformerà il sistema di contribuzione e diffusione di Rai 3/TGR. Tutte le sedi contribuiranno all’inserimento di contributi regionali all’interno del segnale di Rai 3 nazionale.

Tutti i segnali “regionalizzati” giungeranno presso il CPTV di Teulada dove Rai Way provvederà alla codifica e alla loro diffusione sul transponder 124 a 13° Est, che, come detto, utilizzerà lo standard di trasmissione DVB-S2 (con capacità 65,1 Mbps). I segnali saranno in qualità SD e verranno codificati secondo il formato di compressione MPEG-4.

CAM: addio al vecchio connettore PCMCIA, al suo posto c’e l’USB

 

CAM: addio al vecchio connettore PCMCIA, al suo posto c’e l’USB

La CAM con connettore PCMCIA che siamo stati abituati a usare sinora per avere accesso alle pay-TV ha il destino segnato. Il suo posto lo prenderà una nuova CAM con connettore USB 3.0. La data di disponibilità del prodotto con il nuovo form factor non è ancora stabilita, attualmente è in fase di test e di certificazione. Ma già a novembre, al Forum Europeo Digitale che si terrà a Lucca, SmardTV potrebbe mostrarne un modello nella forma definitiva.

L’aggiornamento del connettore non è una novità, se ne parla già da qualche anno. Ma solo ora sta finalmente concretizzandosi il progetto. Non è un puro esercizio di stile per dare un’idea di maggiore modernità al prodotto (ricordiamo che l’interfaccia PCMCIA è nata nel 1990 per essere usata nei notebook, nei quali però non è più presente dal 2003). Rappresenta anche una necessità tecnologica. Infatti, il connettore PCMCIA consente una banda massima di 97 Mbps, troppo pochi per le risoluzioni dei segnali attuali. L’USB 3.0 porta la banda disponibile a 4,8 Gbps (come minimo, ma può arrivare anche 10 o 20 Gbps).

La presenza del nuovo connettore porterà a un cambio di standard per la Common Interface: si passerà infatti dalla versione 1.4 alla 2.0. Tra in vantaggi che introdurrà questa evoluzione c’è anche una diminuzione dei costi.

Nuova CAM significa anche nuova smart card. Evidentemente non si potrà più usare la card attuale, ma si potrà integrare la funzione di smart card all’interno della CAM USB oppure si potrà utilizzare una sorta di SIM da inserire nella nuova CAM. Un po’ come accade adesso con alcune CAM.

La presenza di un connettore USB faciliterà l’impiego sui TV, che ormai hanno da tempo tutti questo tipo di interfaccia. Ma semplificherà anche l’uso sui decoder, che non necessiteranno più di uno spazio specifico per la CAM.

Non solo. Avendo a disposizione un software opportuno, sarà possibile vedere le pay-TV anche sui computer dotati di tuner DTT o Sat. E questo in modo del tutto lecito.