DIGITALE TERRESTRE, IN ATTESA DEL DVB-T2 ARRIVANO NUOVI CANALI TV IN HD: LE NOVITÀ

Mentre resta ancora disponibile il decoder DVB-T2 gratuito del MISE, il digitale terrestre si mette alle spalle un’altra settimana di grandi novità dal fronte del bouquet italiano. Segnaliamo infatti l’aggiunta di alcuni nuovi canali in HD e non.

Per quanto concerne le modifiche a livello nazionale, nel Mux 1 Persidera è stata inserita Italia 150, alla numerazione 150 in definizione MPEG-4. Si tratta fondamentalmente di un duplicato di Casa Italia 53, che viene trasmesso all’LCN 53 e 141.

Nel Mux DFree, invece, è stata aggiunta l’emittente Cusano News 7, che è trasmessa in alta definizione alla risoluzione 1920×1080 pixel, e trasmette anche all’LCN 264 sotto il nome Cusano Italia TV.

A livello locale, invece, nel Piemonte nel mux Locale 1 l’emittente Rete 7 (presente all’LCN 13) è passata finalmente all’alta definizione e viene veicolata nella risoluzione 1920×1080 pixel.

Le novità seguono quelle della scorsa settimana: su queste pagine abbiamo riportato la notizia relativa alla sostituzione di alcuni canali TV su digitale terrestre, che avevano lasciato la piattaforma. Il consiglio è sempre il solito: attivare la sintonizzazione automatica per avere sempre a disposizione le ultime novità, in modo tale da trovarvi sempre di fronte alla numerazione e ad un bouquet aggiornato e pronto all’utilizzo. Ricordiamo che il DVB-T2 sarà attivato a livello nazionale nel 2023.

Che cos’è il Bonus TV? La guida per attivare il bonus TV e Decoder

Il Governo Italiano predispone un nuovo Bonus TV e completa quindi il pacchetto di incentivi. Si tratta appunto di un insieme di incentivi economici nati per facilitare il passaggio (obbligatorio) al nuovo Digitale Terrestre. Quali sono stati gli incentivi per la TV e, soprattutto, quali sono ancora quelli attivi? E come si ottengono?

 

Bonus TV: quali sono gli incentivi? 

Il Bonus TV viene definitivamente approvato per la prima volta nel 2018 con la legge di Bilancio 2018 e reso disponibile a partire da dicembre 2019. Questo sistema di incentivi nasce dalla volontà delle istituzioni europee di migliorare la qualità di trasmissione e risoluzione delle emittenti televisive. Perciò, la comunità europea ha obbligato gli operatori TV a cedere la banda larga da 700 MHz agli operatori di telefonia mobile e ad utilizzare tecnologie più avanzate. A tal proposito, per poter continuare a vedere la TV con alta qualità di risoluzione e trasmissione, è necessario adeguarsi e adottare nuove sistemi. A questo servono quindi i bonus resi disponibili dal governo italiano.

Quali sono stati e quali sono ancora, più precisamente, i bonus a disposizione?

  • Bonus tv-decoder: attivo dal 18 dicembre 2019 e rimarrà attivo fino alla fine del 2022. Questo bonus è destinato all’acquisto di televisioni di generazione più avanzata e compatibili con gli standard DVT-B2. Il bonus ammonta a 30€ ed è rivolto a tutti i nuclei familiari con ISEE fino a 20mila €. Inoltre, il bonus è individuale a famiglia: ciò significa che ogni nucleo familiare avrà a disposizione e potrà richiedere un solo bonus.

  • Bonus rottamazione TV: attivo dal 23 agosto 2021 a fine 2022 ed è concesso al fine dell’acquisto di una nuova TV a fronte della rottamazione del vecchio televisore per obsolescenza. Il televisore è considerato obsoleto solo se acquistato prima del 22 dicembre 2018. Può accedere a questo bonus coloro che pagano il canone Rai tramite bolletta elettrica o modello F24 e tutti gli over 75 (da dicembre 2020) residenti in Italia ed esenti appunto dal pagamento del canone (secondo l’articolo 1 della legge n.244 del 2007). Il bonus consiste in uno sconto applicato direttamente dal venditore sul prezzo di listino del televisore per un importo pari al 20% (in un importo massimo di 100€).

  • Bonus decoder “ a casa”: l’ultimo incentivo del Bonus TV è appunto questo, accessibile solo a tutti i cittadini di età pari o superiore ai 70 anni, con pensione fino a 20mila € annui. Con “a casa” si fa riferimento appunto alla possibilità di ricevere il decoder direttamente a domicilio. Questo bonus viene applicato a tutti i dispositivi decoder compatibili con la tecnologia Dvb-T2/Hevc che non superino i 30€ di prezzo di listino.

I primi due bonus (Bonus tv-decoder e rottamazione tv) sono cumulabili ma solo per chi rispetta tutti i requisiti. Il bonus decoder “a casa” non è cumulabile con il primo (bonus tv decoder) ma lo è invece con il secondo (bonus rottamazione tv).

Come richiedere il bonus TV? 

La procedura per accedere ai seguenti bonus è facile e lineare, non ti ruberà troppo tempo.

  • Per attivare il bonus tv-decoder, tutto quello che devi fare è scaricare il seguente modulo, compilarlo con i tuoi dati e presentarlo al rivenditore autorizzato. Quest’ultimo avrà modo di accedere al servizio telematico dell’Agenzia delle entrate per comunicare appunto l’acquisto del prodotto, il suo relativo prezzo e i dati di chi lo acquista. In questo passaggio, l’Agenzia fa sapere al rivenditore se è possibile o no applicare lo sconto del bonus. In caso positivo, il venditore applicherà lo sconto sul prodotto e recupera l’importo come credito di imposta.

  • Per l’attivazione del bonus rottamazione tv , prima di procedere con la rottamazione, bisogna anche in questo caso scaricare e compilare il modulo. Solo dopo è possibile effettuare la rottamazione della propria TV presso i negozi dei rivenditori aderenti all’iniziativa.

  • Infine, per l’attivazione del bonus decoder “a casa” è possibile: chiamare al numero 800 776 883 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18; recarsi al più vicino ufficio postale; accedere al seguente sito e aggiungere i propri dati per attivare il bonus.

Tutti i seguenti incentivi non possono essere attivati da tutti i titolari di canone speciale (servizi pubblici, alberghi, etc).

Altri dettagli in merito al Bonus Tv

Cosa posso acquistare? 

Sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) vi è una lista apposita in cui è si può controllare cosa è possibile acquistare. Perciò, se hai bisogno di una tv o di un decoder in particolare, ti consigliamo di controllare la lista dei prodotti idonei.

Dove è possibile acquistare? 

È possibile acquistare una tv o decoder sia presso un rivenditore autorizzato, sia online. In quest’ultimo caso, è necessario informarsi sui rivenditori che aderiscono all’iniziativa e, successivamente, presentare il modulo compilato.

Fonte: https://internet-casa.com/news/bonus-tv-2022-guida/

Sky e stop al digitale terrestre: le novità di luglio 2022

Se vi state ancora domandando perché non si riescono a vedere i canali Sky sul digitale terrestre, il motivo è molto semplice: è stato eliminato da Sky dal mese di aprile 2022 ed è stato ufficialmente rimpiazzato dal nuovo decoder Sky Q, compatibile con il nuovo standard TV. Ecco quali sono le offerte che si possono attivare nel mese di luglio 2022.

Dopo lo stop di Sky al digitale terrestre, i clienti che vogliono restare in Sky hanno la possibilità di sottoscrivere un abbonamento con il decoder Sky Q, che potrà essere attivato nella versione via Internet, oppure in quella via satellite (che prevede l’installazione di una parabola).

La cessazione dell’offerta è avvenuta in automatico, senza alcun addebito per i già clienti Sky, i quali potranno continuare a vedere i contenuti Sky aderendo all’offerta Sky Q. Sarà prevista per loro un’offerta dedicata, senza costi di attivazione, con la quale si potranno vedere i contenuti di Sky e il pacchetto Sky che si preferisce, come per esempio Sky Calcio e Sky Sport, in versione HD.

Per aderire a questa promozione, sarà sufficiente chiamare il numero verde Sky 800 922 305. Nelle prossime righe illustreremo il funzionamento di Sky Q e quali sono i pacchetti Sky che si possono attivare a luglio 2022. Se nel frattempo fossi interessato a conoscere le promozioni Sky TV del momento, clicca sul link che trovi qui sotto.

 

DIGITALE TERRESTRE: SOSTITUITI ALCUNI CANALI TV, MENTRE ALTRI LASCIANO LA PIATTAFORMA

Nuova settimana, e come sempre siamo qui a fare il punto sulle novità in arrivo sulla piattaforma digitale terrestre nel corso della settimana che si sta per concludere. Una settimana ricca di modifiche, caratterizzata dalle polemiche relative al digitale terrestre in alcune zone del nostro paese.

Partendo dalle modifiche a livello locale, segnaliamo che in Valle D’Aosta nel Mux Locale 1 sono terminate le trasmissioni dell’emittente TV Valee che occupava l’LCN 13 sul bouquet.

In Lombardia, invece, nel Mux Locale 2 è stato inserito il canale Giocabet TV al posto di NBC Milano. Sempre in Lombardia, segnaliamo alcune modifiche di contorno per primaNews Lombardia, Genius 240 e 269 Italia.

Sono davvero tante invece le novità riguardanti il Mux Locale 4 in Sicilia, dove il canale TreMedia è tornato in alta definizione, ed è stato inserito anche TeleAnna.

In Abruzzo e Molise invece nel Mux Locale 1 è stata inserita l’emittente Odeon 24, che viene trasmesso all’LCN 86 in definizione standard MPEG-4 H.264.

Nel corso degli scorsi giorni abbiamo anche riportato su queste pagine l’appello di Confindustria che ha chiesto nuovi bonus TV al Governo per favorire il passaggio al DVB-T2 da parte delle famiglie meno abbienti e che ancora non si sono dotate delle nuove apparecchiature in grado di supportare il nuovo standard.

 

Con TivùSat l’evoluzione del satellite continua, tutti i canali Mediaset sono in HD, dal 17 luglio 22

Digitale terrestre: prepariamoci al 1 luglio 2022

Il primo luglio è una data importante per il nuovo digitale terrestre: scopriamo quindi come possiamo prepararci a questa tappa fondamentale.

In questi giorni non si fa altro che parlare del nuovo digitale terrestre. Presto, infatti, cambierà il nostro modo di vedere la televisione. Con l’arrivo della tecnologia DVB-T2 -HEVC Main 10 la qualità sia delle immagini che dei suoni, secondo quanto promesso, migliorerà notevolmente.

Il processo di refarming del digitale terrestre è l’ultima tappa di questo fitto programma iniziato a novembre 2021 e che ci sta avvicinando sempre di più allo switch off definitivo. Perciò è necessario prepararsi in tutti i sensi a questo evento nazionale davvero importante.

Secondo quanto comunicato in una nota ufficiale dal Ministero dello Sviluppo Economico sul sito Nuova TV Digitale, il processo di refarming del digitale terrestre terminerà il 28 giugno 2022 quando anche l’ultima Regione d’Italia avrà concluso la riorganizzazione delle frequenze:

Iniziato nel Lazio il 9 giugno e in corso fino al 21, parte oggi il processo di refarming in tutta la Regione Campania che si concluderà il 28 giugno p.v..
Con la Campania giunge a compimento il processo di refarming nazionale, iniziato con la Sardegna a novembre 2021 e proseguito nei successivi mesi secondo un calendario distinto per aree geografiche.
La prossima tappa del passaggio al nuovo digitale terrestre sarà ad inizio 2023, con lo switch definitivo al nuovo codec DVB-T2.

Digitale terrestre: cosa fare per il primo luglio 2022

Quindi, se il 28 giugno 2022 termineranno le operazioni del refarming del digitale terrestre, dal primo luglio 2022 entreremo in una sorta di pausa che durerà sei mesi. Infatti, lo switch off definitivo è previsto per gennaio 2023, salvo imprevisti.

Ma cosa dobbiamo fare per prepararci al primo luglio 2022? Fondamentalmente se già abbiamo un televisore o un decoder compatibili alla nuova tecnologia in arrivo con l’anno nuovo dovremo solo attendere. Comunque, vi consigliamo di effettuare di tanto in tanto la risintonizzazione dei canali del digitale terrestre, nel frattempo si conclude il rilascio della frequenza 700MHz.

Qualora dovessi notare che il segnale in arrivo è debole c’è una soluzione. Su Amazon trovi l’Amplificatore AMP20 Meliconi a soli 20,99 euro, invece di 21,90 euro. Questo dispositivo da interno una volta collegato alla corrente farà da tramite tra l’antenna e il televisore o decoder aumentando il segnale e schermandolo dalle interferenze LTE.

Se invece non sei ancora dotato di un apparecchio atto alla ricezione delle trasmissioni nazionali e regionali con la nuova tecnologia dovrai adeguarti velocemente. In altre parole è necessario che tu acquisti un decoder o un televisore di ultima generazione.

Nel dubbio, se vuoi risparmiare e la tua TV funziona comunque bene, su Amazon trovi soluzioni molto economiche che ti risolvono il problema spendendo all’incirca una trentina di euro. Ad esempio potresti acquistare l’ottimo DCOLOR Stick Decoder DVB-T2 a soli 26,16 euro, invece di 39,98 euro, applicando il coupon del 15% visibile sulla pagina.

La particolarità di questo decoder digitale terrestre è che non occupa spazio lasciando pulite le superfici. Infatti, dovrai solo collegarlo dietro il tuo televisore grazie alle sue dimensioni ridotte. In quanto a funzionalità questo è un ottimo prodotto e il telecomando 2 in 1 universale gestirà non solo il decoder, ma anche la tua TV.

Digitale terrestre, cosa succede dal 30 giugno: i canali a rischio

Il prossimo 30 giugno scadrà il termine per la riorganizzazione delle frequenze del digitale terrestre. Ma potrebbero esserci dei problemi.

Il prossimo 30 giugno scadrà il termine per la riorganizzazione delle frequenze del digitale terrestre. Infatti, secondo la normativa europea, entro quella data dovrà di fatto essere completata la risintonizzazione delle reti televisive. Questo è un cambiamento importante per quanto riguarda la nostra televisione, iniziato nel mese di novembre 2021 su disposizione appunto dell’Unione Europea, che in questi mesi ha interessato, e sta tuttora interessando, una dopo l’altra, tutte le aree geografiche del nostro Paese.

 

I possibili problemi

Molti cittadini italiani hanno già pensato a cambiare il proprio decoder o a risintonizzare tutti i canali televisivi, ma è possibile che in alcuni casi non si riesca ancora a vedere correttamente tutte le reti, comprese quelle generaliste. La prima verifica da fare, per chi ancora riscontra dei problemi nel sistemare il proprio televisore, è quella di controllare se il problema tecnico riscontrato nel nostro apparecchio possa essere legato al

Digitale terrestre

nuovo posizionamento dei ripetitori in Italia. Da tenere presente che adesso il segnale è molto più sensibile alla conformazione geografica del territorio e quindi può subire conseguenze nella trasmissione quando è magari presente una collina, un palazzo particolarmente alto o anche degli alberi. Il segnale, in alcuni casi specifici, potrebbe quindi arrivare al nostro apparecchio televisivo in modo disturbato.

Da non sottovalutare il fatto che è anche possibile che su una sola antenna arrivino più segnali per lo stesso canale pur mantenendo la stessa ricezione, con un conseguente disturbo per il televisore. Entro il 30 giugno dovremmo anche controllare la presenza o meno di impianti canalizzati nei quali è possibile fare una selezione dei canali ricevuti. Potremmo dover ricorrere a un antennista, così da capire se sia necessaria una nuova antenna per ricevere meglio il segnale. Un professionista potrebbe comunque esserci utile per individuare la causa esatta del problema e cercare di porvi rimedio in tempi abbastanza brevi.

Le due regioni mancanti

Come abbiamo detto, è ormai alla fine il processo tecnico che conclude la prima fase di evoluzione verso la nuova televisione digitale. A completare questo passaggio, che ha coinvolto tutta l’Italia, mancano solo due regioni, il Lazio e la Campania. In queste regioni nei prossimi giorni sono in programma le operazioni relative ai necessari cambi di frequenza dei programmi televisivi. In particolare, come ha ricordato la Rai in una nota, gli utenti del Lazio potranno scegliere la programmazione Rai regionale di loro interesse tra Lazio, Toscana e Umbria. La programmazione regionale Rai del Lazio sarà comunque sempre visibile al canale 815. A Roma città i cambi di frequenze per i canali Rai sono previsti venerdì 17 giugno, a Napoli martedì 21. Comunque, nella maggior parte dei casi i televisori di nuova generazione si adattano automaticamente alle modifiche e solitamente non necessitano interventi da parte degli utenti. In caso contrario provare prima di tutto a risintonizzare tv e decoder.

Cosa fare se Non Ricevi i Canali Rai dopo lo Switch-off del Digitale Terrestre?

Nella tua regione è avvenuto lo switch-off del digitale terrestre. Hai fatto la risintonizzazione del tuo decoder o della tua tv con DTT, ma non riesci ancora a ricevere i canali Rai (Raiuno, Raidue, Raitre).
Come mai vedi le altre stazioni e invece quelle pubbliche  sono sparite?
Il problema dipende dal funzionamento di alcuni modelli di decoder e tv (ad esempio TeleSystem, Humax, ADB I-Can, tv LG con decoder integrato) che non eseguono in automatico la sintonizzazione sulla banda VHF Europea, ma fanno la ricerca sulle vecchie frequenze VHF italiane.

Ecco come risolvere il fastidioso problema con alcune semplici operazioni sul tuo decoder o sulla tua tv con sintonizzatore digitale terrestre incorporato:

  • Seleziona l’opzione Reset delle Impostazioni di Fabbrica dal menu del tuo decoder (dal Menù alla voce Installazione seleziona Reset di Fabbrica o Impostazioni di Fabbrica). Azzererai così le memorie del tuo decoder, cancellando tutti i canali precedentemente sintonizzati.
  • Entra nel Menù, seleziona Impostazioni, poi Preferenze e poi Nazione, scegliendo la voce “Germania” (o in alcuni casi Svezia) per impostare la ricerca del decoder sulle frequenze VHF Europee.
  • Sempre nel menù seleziona la voce Preferenze, e poi scegli la numerazione automatica dei canali LCN. In questo modo il decoder ordinerà automaticamente i canali Rai ai primi posti della lista. Leggi qui come ordinare la numerazione dei canali sul tuo decoder.
  • Fai una nuova risintonizzazione dei canali. I canali Raiuno, Raidue e Raitre ricompariranno nella lista canali.

Nuovo digitale terrestre: ecco quali canali iniziano la migrazione dal 20 ottobre

Rai e Mediaset hanno annunciato quali canali dal 20 ottobre inizieranno a trasmettere in mpeg4, il primo passo verso la migrazione al nuovo standard tv che avverrà solo nel 2023. Tuttavia alcuni apparecchi tv non riusciranno a vedere questi canali a partire da questa data: ecco quali sono e come fare a capire se il tuo televisore vedrà ancora tutti i canali.

Dal 20 ottobre al via la prima fase del passaggio al nuovo digitale terrestre che sarebbe dovuta iniziare a partire da settembre in importanti regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Si tratta del passaggio alle trasmissioni in mpeg4, un formato video che però non tutti i televisori nelle case degli italiani sono in grado di leggere. Fortunatamente non tutti i canali passeranno alle trasmissioni in mpeg4 a partire dal 20 ottobre: le nuove direttive ministeriali, infatti, danno alle emittenti la facoltà di scegliere se e per quali canali iniziare a trasmettere in mpeg4 a partire da questa data. Per obbligare tutte le emittenti al passaggio all’mpeg4 servirà un apposito provvedimento che il Governo dovrebbe emanare entro la fine dell’anno (se non ci saranno altri ritardi).

Trasmissioni in mpeg4: ecco su quali canali

In generale saranno i canali tematici delle varie emittenti a fare da apripista abbandoneranno le trasmissioni in mpeg2 (lo standard attualmente in uso) per iniziare a trasmettere in mpeg4 a partire dal 20 ottobre. Al momento solo Rai e Mediaset hanno annunciato ufficialmente quali sono i canali interessati al passaggio: eccoli nel dettaglio.

Canali Rai che continueranno le trasmissioni in mpeg2 (come avviene ora):

  • Rai1, Rai2, Rai3 e Rainews24

Canali Rai che trasmettono in mpeg4 dal 20 ottobre:

  • Rai 4, Rai 5, Rai Movie, Rai Yoyo, Rai Sport+ HD, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Premium e Rai Scuola

Canali Mediaset che continuano le trasmissioni in mpeg2 (come avviene ora):

  • Canale 5, Italia 1, Rete 4

Canali Mediaset che trasmettono in mpeg4 dal 20 ottobre:

  • TGCOM24, Mediaset Italia 2, Boing Plus, Radio 105, R101 TV e Virgin Radio TV

Mpeg4: non tutti riusciranno a vederlo

Il passaggio dal formato standard mpeg2 a quello in HD con codifica mpeg4 non sarà indolore: alcuni televisori, soprattutto quelli che hanno più di una decina d’anni potrebbero non essere in grado di leggere il nuovo formato. Chi ha una tv molto vecchia (indicativamente prima del 2010), quindi, smetterà di vedere tutti quei canali che passeranno alla codifica mpeg4. Già ora infatti questi apparecchi non sono più in grado vedere i canali in HD. Per gli altri non cambierà nulla, o meglio entro giugno 2022 la banda dei 700MHz deve comunque essere liberata perché verrà concessa alle compagnie telefoniche. Se come sembra il passaggio al nuovo codec (HEVC) e alla nuova modulazione (DVB-T2) slitteranno di conseguenza, avremmo un periodo di transizione più lungo per cui chi ha un apparecchio tv acquistato fra il 2010 e il 2016 potrà forse continuare ad usarlo ancora per un po’ di tempo.

Come scoprire se il proprio tv non è compatibile con l’mpeg4

Ma come si può sapere con certezza se dal 20 ottobre i canali che passeranno all’mpeg4 non saranno più visibili? Le cose che si possono fare sono tre:

  • recuperare il manuale del proprio modello di televisore (spesso li si trovano anche in rete) e controllare se è in grado di supportare la codifica mpeg4;
  • sintonizzarsi sui canali già ora in HD (in genere quelli dal 501 in su): se si riescono a vedere, non ci saranno problemi neppure a vedere anche i canali che passeranno a ottobre;
  • più in generale bisogna tener conto che i televisori più vecchi del 2010 hanno altissime probabilità di non vedere più questi canali.

In questo momento, non è necessario eseguire il test dei canali 100 e 200: se anche sintonizzandosi su questi due canali non si visualizza la scritta “Test HEVC Main10”, si riusciranno comunque a vedere i canali che passano alla codifica mpeg4 in questa prima fase.

La nuova roadmap verso il DVB-T2

Come abbiamo visto, il primo passo della migrazione al nuovo standard tv coinvolgerà solo alcuni canali e per fortuna solo i televisori più vecchi. Ma quanto si potrà aspettare prima di dover cambiare un televisore che non sarà compatibile con il DVB-T2? Se vogliamo riassumere per una maggiore chiarezza, ecco quali sono le nuove date del passaggio al nuovo digitale terrestre.

  • Fase 1 (passaggio al mpeg4): parte dal 20 ottobre su base ‘volontaria’ ovvero un’emittente può decidere se continuare ad usare il codec mpeg2 o passare al mpeg4 come si sarebbe dovuto fare. Chi ha un televisore molto vecchio (pre 2010 circa) quindi potrebbe non essere più in grado di visualizzare i canali che le emittenti decidono di trasmettere in mpeg4, mentre continueranno a vedere tutti gli altri.
  • Fase 2 (Spostamento delle frequenze): Sardegna a parte, slitta più in là nel tempo a partire da gennaio 2022. Insomma, cambiano le date in cui bisogna risintonizzare la propria TV.
  • Fase 3 (abbandono DVB-T in favore del DVB-T2, nuovi codec, ecc…): slitta ora a un lasso di tempo da giugno 2022 a gennaio 2023. In sostanza, i tempi per questa fase previsti inizialmente restano validi, ma solo spostati più in là nel tempo.

Decoder o televisore nuovo?

Chi possiede televisori non in grado di ricevere trasmissioni in mpeg4, non sarà certamente in grado di ricevere i segnali trasmessi in DVB-T2 e non saranno in grado di decodificare lo standard H265/HEVC. A transizione conclusa, chi ha un televisore non più compatibile sarà costretto a dover cambiare il proprio apparecchio o a prendere un decoder per poter vedere correttamente tutti i canali. I decoder sono già in vendita nei negozi di elettronica a un prezzo che va dai 30 ai 250 euro. Se decidi per un decoder esterno puoi consultare il nostro test comparativo sui decoder abilitati alla ricezione dei canali del nuovo digitale terrestre.

Scegliere il televisore nuovo

Se stai cercando un nuovo televisore, invece, l’unico modo per non sbagliare è confrontare i modelli. Per farlo puoi consultare i nostri test comparativi: abbiamo infatti portato in laboratorio oltre 120 modelli tra televisori di grande formato e tv più piccole, da 24″ e 32″. Se vuoi, puoi beneficiare degli sconti su tutti i migliori modelli di tv dei nostri test comparativi che abbiamo negoziato con la piattaforma online Monclick.it per soci e Fan Altroconsumo. Se non sei già socio o Fan, registrati gratuitamente al sito e scopri l’offerta riservata.

Bonus TV o decoder: che cos’è e come averlo

È stato previsto dal decreto legge del ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato in Gazzetta ufficiale, un bonus fino a 30 euro che permetterà di adeguare il proprio vecchio televisore acquistando un decoder o di comprarne uno in grado di supportare il nuovo standard DVB-T2. L’incentivo può arrivare fino a un massimo di 30 euro, quindi nel caso in cui il decoder dovesse costare meno, anche il bonus verrebbe erogato in maniera ridotta. Per accedere all’incentivo, le famiglie con reddito Isee fino a 20 mila euro dovranno scaricare un apposito modulo disponibile sul sito del MISE attraverso il quale autocertificheranno di avere diritto al contributo.

Il bonus verrà erogato direttamente dal negoziante che al momento dell’acquisto dovrà inserire il codice fiscale dell’acquirente sul sito dell’Agenzia delle entrate, insieme ai riferimenti del documento di identità e ai dati identificativi del prodotto. Nella prima dichiarazione fiscale utile il negoziante recupererà lo sconto applicato tramite credito d’imposta. Sono stati destinati 151 milioni di euro per i consumatori a partire dal prossimo 18 dicembre e fino al 2022.

Un bonus anche senza limiti di Isee

Oltre al bonus già attivo, è in arrivo un nuovo bonus tv che permetterà a chiunque, senza presentare alcun Isee, di comprare scontato un apparecchio compatibile con il nuovo digitale terrestre. Si tratta in pratica di uno sconto sel 20% (per un massimo di 100 euro) sull’acquisto di un nuovo apparecchio a seguito della rottamazione di uno venduto prima del 2018. In questo articolo trovi tutti i dettagli e il funzionamento di questo bonus.

Da Altroconsumo

 

Nuovo digitale terrestre: la partenza slitta a ottobre. Ecco le nuove date

Il passaggio al nuovo digitale terrestre non inizierà più a settembre 2021 ma a partire da metà ottobre fino a inizio 2022. Una recente consultazione al Ministero dello sviluppo economico ha prodotto un documento che prevede uno slittamento delle date del passaggio alle trasmissioni in Mpeg4 e la libertà per le emittenti di scegliere se e quando migrare. Una transizione più lunga, quindi, ma anche il rischio caos per gli utenti. Ecco il nuovo calendario.

Il 1° settembre non ci sarà più il passaggio dei canali nazionali alla codifica Mpeg4. Durante un’audizione al MISE, emittenti e Governo si sono accordati per rivedere le date di avvicinamento al nuovo digitale terrestre (DVB-T2). La prima fase, quella del passaggio alle trasmissioni in Mpeg4 e che sarebbe dovuta iniziare a partire da settembre in importanti regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, non dovrebbe iniziare prima del 15 ottobre. Questo slittamento produrrà a catena anche lo spostamento della seconda fase del passaggio: per l’adozione del DVB-T2 si dovrà aspettare un periodo da giugno 2022 al 1° gennaio 2023.

Non c’è più l’obbligo per le emittenti

Le nuove date, portano con sé, però, anche un’altra novità: dal 15 ottobre non c’è più l’obbligo per le emittenti di trasmettere con il nuovo segnale. Questo significa che le emittenti possono anticipare volontariamente il passaggio alle trasmissioni in Mpeg4, scegliendo quando e per quali canali. Dal 15 ottbre quindi ci potrebbero essere canali non più visibili dai televisori più vecchi e altri invece ancora trasmessi con l’attuale codifica (e quindi perfettamente ricevibili anche dagli apparecchi precedenti al 2010).

L’ipotesi più probabile è che le emittenti che annoverano anche canali tematici (ad esempio la Rai con canali come Rai Storia o Rai Sport), potrebbero decidere di iniziare a trasmettere in Mpeg4 solo i canali tematici, lasciando quelli generalisti (Rai1, Rai2, Rai3, Canale5, La7…) esattamente come sono adesso.

Per obbligare tutte le emittenti al passaggio all’MPEG-4 servirà un apposito provvedimento che il Governo ha previsto entro la fine dell’anno (se non ci saranno altri ritardi).

La nuova roadmap verso il DVB-T2

Se vogliamo riassumere per una maggiore chiarezza, ecco quali sono le nuove date del passaggio al nuovo digitale terrestre.

  • Fase 1 (passaggio al Mpeg4): fissata prima al 1° di settembre, ora partirebbe dal 15 ottobre su base ‘volontaria’ ovvero un’emittente può decidere se continuare ad usare il codec Mpeg2 o passare al Mpeg4 come si sarebbe dovuto fare. Chi ha un televisore molto vecchio (pre 2010 circa) quindi potrebbe non essere più in grado di visualizzare alcuni canali mentre altri sì, in base al tipo di codec utilizzato dall’emittente.
  • Fase 2 (Spostamento delle frequenze): Sardegna a parte, slitta più in là nel tempo a partire da gennaio 2022. Insomma, cambiano le date in cui bisogna risintonizzare la propria TV.
  • Fase 3 (abbandono DVB-T in favore del DVB-T2, nuovi codec, ecc…): slitta ora a un lasso di tempo da giugno a gennaio 2023. In sostanza, quello che si era detto per giugno 2022 resta valido, ma solo più in là nel tempo.

Cosa cambia per i consumatori

Come abbiamo visto la situazione è cambiata. Se prima di questo slittamento il rischio per molti televisori di non vedere più le trasmissioni tv era imminente, ora la situazione potrebbe dare ai consumatori più tempo. Ma cosa succede dal 16 ottobre? Chi ha una tv molto vecchia (indicativamente prima del 2010) smetterà di vedere tutti quei canali che passeranno alla codifica Mpeg4 (dipenderà, però come abbiamo visto dalle emittenti). Già ora infatti questi apparecchi non sono più in grado vedere i canali in HD. Per gli altri non cambierà nulla, o meglio entro giugno 2022 la banda dei 700MHz deve comunque essere liberata perché verrà concessa alle compagnie telefoniche. Se come sembra il passaggio al nuovo codec (HEVC) e alla nuova modulazione (DVB-T2) slitteranno di conseguenza, avremmo un periodo di transizione più lungo per cui chi ha un apparecchio tv acquistato fra il 2010 e il 2016 potrà forse continuare ad usarlo ancora per un po’ di tempo.

Come scoprire se il tuo televisore è da cambiare

Per scoprire se il tuo televisore è abilitato alla visione del nuovo digitale terrestre puoi fare una semplice prova: puoi sintonizzarti sul canale 200 (canale di test Mediaset) o sul 100 (canale di test Rai): se visualizzi una schermata statica con la scritta “Test HEVC Main10”, allora può stare tranquillo: il proprio televisore riceverà il nuovo segnale tv anche dopo che il passaggio alla nuova tecnologia sarà ultimato (nel 2022).

Se invece andando sui canali 200 e 100 non si visualizza niente (uno schermo nero oppure non sono neppure sintonizzati i canali 200 e 100) allora il televisore in questione potrebbe non essere abilitato al nuovo standard. Il condizionale è d’obbligo per varie ragioni. Prima di fiondarsi a comprare un nuovo apparecchio è bene risintonizzare tutti i canali e poi provare ad andare di nuovo sul canale 200 o sul 100. A questo punto possono succedere quattro cose:

  1. Sui canali 200 e 100 compare la scritta “Test HEVC Main10”. In questo caso il televisore è abilitato al nuovo segnale, qualunque esso sia (10 o 8 bit).
  2. I canali 200 e 100 non si sintonizzano. Ciò può dipendere da molti fattori, non ultimo il fatto che magari non vengono ricevuti i canali di test, ma nella peggiore delle ipotesi anche che il televisore potrebbe non essere abilitato.
  3. I canali 200 e 100 vengono ricevuti ma sono occupati da un’altra emittente. In questo caso vale la pena provare a spostare questa emittente su un numero diverso (attraverso il settaggio dei canali del proprio televisore) e rifare la sitonizzazione.
  4. I canali 200 e 100 vengono ricevuti ma lo schermo rimane nero. In questo caso siamo certi che la TV non supporta lo standard HEVC Main10. Tuttavia non è ancora sicuro che il formato a 10 bit (da qui la scritta “main10”) sarà sempre utilizzato dopo il luglio 2022. L’HEVC infatti consente di codificare l’immagine in vari modi. Se venisse ad esempio adottato il formato ad 8 bit, molti dei televisori comperati fra il 2016 e la fine del 2018 che a oggi non riescono a visualizzare al scritta del test potrebbero invece poter ricevere tranquillamente il segnale.

Meglio un nuovo decoder o una nuova televisione?

Chi possiede televisori che, ad ora, non sono in grado di ricevere i segnali trasmessi in DVB-T2 o che non riescono a decodificare lo standard H265/HEVC, sarà costretto a dover prendere un decoder per poter vedere correttamente tutti i canali oppure a cambiare televisore. I decoder sono già in vendita nei negozi di elettronica a un prezzo che va dai 30 ai 250 euro. Se decidi per un decoder esterno puoi consultare il nostro test comparativo sui decoder abilitati alla ricezione dei canali del nuovo digitale terrestre.

Bonus TV: che cos’è e come averlo

È stato previsto dal decreto legge del ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato in Gazzetta ufficiale, un bonus fino a 50 euro che permetterà di adeguare il proprio vecchio televisore o di comprarne uno in grado di supportare il nuovo standard DVB-T2. L’incentivo può arrivare fino a un massimo di 50 euro, quindi nel caso in cui il decoder dovesse costare meno, anche il bonus verrebbe erogato in maniera ridotta. Per accedere all’incentivo, le famiglie con reddito Isee fino a 20 mila euro dovranno scaricare un apposito modulo disponibile sul sito del MISE attraverso il quale autocertificheranno di avere diritto al contributo.

Il bonus verrà erogato direttamente dal negoziante che al momento dell’acquisto dovrà inserire il codice fiscale dell’acquirente sul sito dell’Agenzia delle entrate, insieme ai riferimenti del documento di identità e ai dati identificativi del prodotto. Nella prima dichiarazione fiscale utile il negoziante recupererà lo sconto applicato tramite credito d’imposta. Sono stati destinati 151 milioni di euro per i consumatori a partire dal prossimo 18 dicembre e fino al 2022.

Un bonus anche senza limiti di Isee

Oltre al bonus già attivo, è in arrivo un nuovo bonus tv che permetterà a chiunque, senza presentare alcun Isee, di comprare scontato un apparecchio compatibile con il nuovo digitale terrestre. Si tratta in pratica di uno sconto sel 20% (per un massimo di 100 euro) sull’acquisto di un nuovo apparecchio a seguito della rottamazione di uno venduto prima del 2018. In questo articolo trovi tutti i dettagli e il funzionamento di questo bonus.

Scegliere il televisore nuovo

Se stai cercando un nuovo televisore, l’unico modo per non sbagliare è confrontare i modelli. Per farlo puoi consultare i nostri test comparativi: abbiamo infatti portato in laboratorio oltre 120 modelli tra televisori di grande formato e tv più piccole, da 24″ e 32″. Se vuoi, puoi beneficiare degli sconti su tutti i migliori modelli di tv dei nostri test comparativi che abbiamo negoziato con la piattaforma online Monclick.it per soci e Fan Altroconsumo. Se non sei già socio o Fan, registrati gratuitamente al sito e scopri l’offerta riservata.